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Gallerie d’arte torinesi, tra il 1980 ed il 1990

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Nella ricognizione della storia delle gallerie torinesi di arte contemporanea dal secondo dopoguerra ad oggi ci eravamo fermati al netto predominio, tra gli anni Settanta e la prima metà degli Ottanta, delle ricerche concettuali, minimaliste e poveriste nelle scelte dei principali galleristi del periodo

Tra gli anni Ottanta ed i Novanta, tuttavia, alcune voci fuori dal coro emergono e si sviluppano in un clima internazionale di boom economico ed improvviso interesse “di massa” per l’ arte contemporanea e di conseguenza per le gallerie che la espongono.

Due macrofenomeni che si sviluppano su scala europea e nordamericana, fortemente legati tra di loro, influiscono sulle geopolitiche artistiche locali ed in certo qual modo (anche se in misura minore rispetto ad altre realtà) anche su Torino: da una parte, un nuovo, inaspettato e massiccio interesse economico sull’arte contemporanea (che diventa di moda e sinonimo di prestigio sociale per la upper class), dall’altra un parallelo “ritorno all’ordine”, alla figurazione e più in generale alla pittura ed al quadro (sicuramente più appetibile per i collezionisti rispetto alle performance ed alla smaterializzazione del concettuale).

In una Torino schiacciata dall’ingombrante giogo poverista (il cui successo veniva ulteriormente legittimato dall’inaugurazione del Museo d’Arte Contemporanea presso il Castello di Rivoli nel 1984) muove i suoi primi passi una galleria che diventerà punto di riferimento per molti giovani artisti per una quindicina d’anni, da metà anni Ottanta a fine anni Novanta: la Galleria Guido Carbone. Il gallerista apre lo spazio che porta il suo nome nel 1985 in via Sant’Anselmo 8, per poi trasferirsi in corso Casale.

Gallerie d' arte torinesi, tra il 1980 ed il 1990
Gallerie d’ arte torinesi, tra il 1980 ed il 1990

 

Carbone sostiene, sin dai primi anni di attività, le ricerche di alcuni giovani del panorama torinese, tentando di porre in atto una cesura netta nei confronti della tradizione poverista attraverso il mezzo della pittura ed il linguaggio della figurazione. Nella seconda metà degli anni Ottanta in galleria espongono giovani artisti ancora sconosciuti come Bruno Zanichelli e Pierluigi Pusole. Carbone, in parallelo, propone mostre personali di esponenti del nuovo e dinamico panorama artistico milanese: solo per fare qualche nome, Stefano Arienti, Corrado Levi e Mario Dellavedova.

Nella prima metà degli anni Novanta la galleria presenta le opere giocose e coloratissime di Enrico T. De Paris e del torinese Sergio Cascavilla e le fotografie evanescenti, offuscate ma incredibilmente affascinanti di Monica Carocci. Nel corso della seconda metà dei Novanta Carbone prosegue l’intensa attività di talent scout nella quale è maestro: al gruppo “storico” della galleria si aggiungono nuovi nomi di giovani artisti dotati di indiscutibile talento, come Francesco Lauretta ed Elisa Sighicelli. La professionalità e l’incredibile fiuto di Carbone si interrompono a causa della sua morte prematura avvenuta nel 2006, alla quale farà seguito la chiusura della galleria.

Altro importante spazio privato che indirizza le proprie scelte espositive su pittura e figurazione è In Arco, che apre i battenti nel 1987 in via Palazzo di Città (adesso è in Piazza Vittorio, nello stesso interno cortile di Casasonica).  Sul finire del decennio il gallerista Sergio Bertaccini presenta al pubblico torinese il progetto Facts & Fictions, una serie di quattro mostre dedicate alle nuove ricerche artistiche sviluppatesi in altrettanti poli geografici: Italia, New York, Los Angeles e Londra. La galleria presenta, tra fine anni Novanta e inizio Duemila, una selezione di personali e collettive dedicate a giovani (e meno giovani) talenti italiani ed internazionali: Dellavedova, Arienti, Amedeo Martegani, Marco Cingolani e poi i torinesi Daniele Galliano e Sergio Cascavilla. Tra gli stranieri da segnalare James Brown, Chantal Joffe, Ingrid Calame e Raymond Pettibon, senza dimenticare artisti di grande caratura internazionale come Alex Katz, David Salle, Tony Oursler, Peter Halley e Donald Baechler.

Gallerie d' arte torinesi, tra il 1980 ed il 1990
Gallerie d’arte torinesi, tra il 1980 ed il 1990

 

Insomma, a Torino dalla seconda metà degli anni Ottanta si sviluppa una nuova sensibilità che porta a ricerche in taluni casi contrapposte a quelle poveriste e concettuali: grazie all’attività intensa e complice di alcuni galleristi cittadini le personalità più interessanti di questa nuova scena riusciranno ad emergere ed a trovare una propria collocazione all’interno del sistema e del mercato.

Emanuele Bussolino

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