Home Cronaca di Torino Lo Ius soli made in Turin si fa alla Tesoriera.

Lo Ius soli made in Turin si fa alla Tesoriera.

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In tempi nei quali la discussione sulla cittadinanza agli italiani di seconda generazione (per capirci, i figli di stranieri immigrati in Italia) sta assumendo toni spesso eccessivi, riportata in cima alle cronache dalla volontà del neo Ministro Kyenge di inserire quello che viene chiamato Ius Soli (la cittadinanza ai nati in Italia), ancora una volta i sindaci e i Presidenti locali si dimostrano i politici più al passo con i tempi.

Da un lato Zaia (Lega) afferma che in Veneto “Molti bambini stranieri parlano dialetto meglio degli italiani”, salvo poi specificare di non avere inneggiato allo Ius Soli (forse per diktat di partito?), dall’altro Torino ancora una volta compie un passo avanti.

Il ministro Kyenge
Il ministro Kyenge

Domenica prossima alle 17.30 alla Tesoriera circa 800 bambini stranieri nati sotto la Mole dopo il 17 dicembre 2012 riceveranno dalle mani del sindaco Fassino, e sarà presente anche lo stesso Ministro all’Integrazione. Un passo avanti a tante città, che da queste parti non è nuovo: alcuni mesi fa fu proprio una delle città della cintura, Nichelino, a compiere un analogo passo, e in quel caso il Comune guidato da Giuseppe Catizone fu davvero un pioniere.

Beninteso, il riconoscimento non ha valore legale, ma un profondo significato simbolico: a Torino vivono circa 150.000 stranieri, che costituiscono il 17% della popolazione, raggruppati in comunità importanti come quelle romena, albanese, nordafricane, sudamericana, cinese. Il riconoscimento dovrà essere accettato dall’interessato o da chi ne ha la tutela legale e conservata in un apposito albo. La  festa di consegna si chiama “Tutti i colori dei bambini”“Con la consegna dei primi attestati simbolici, domenica pomeriggio, – ha sottolineato il Sindaco – si concretizza un provvedimento voluto dal Consiglio Comunale, che prende atto di questo cambiamento demografico e lo rende visibile e riconosciuto, perché c’é contraddizione tra il quadro legislativo esistente e la nuova configurazione demografica del Paese”.  

Andrea Besenzoni

 

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