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Fontana Toret Torino: simbolo insostituibile della città

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Fontana Toret Torino: simbolo insostituibile della città
Fontana Toret Torino: simbolo insostituibile della città

Torèt: no, non è una parolaccia, né un esclamazione di stupore.

Torèt npn è altro che una tipica espressione in lingua piemontese che letteralmente significa piccolo toro, torello e che, in senso più ampio, indica le caratteristiche fontane verdi che troviamo sparse per Torino che si distinguono per la singolare forma taurina con tanto di acqua che scorre dalla bocca.

Queste fontane, divenute ormai oggetti storicizzati entrati nella sfera affettiva dei torinesi, esistono fin dagli anni trenta ed è possibile ritrovarle soprattutto nei pressi dei grandi vialoni e dei parchi più importanti. Il motivo per cui sono a forma di toro sembra piuttosto ovvio ed è riconducibile al fatto che questo animale è, infatti, il simbolo per antonomasia del capoluogo sabaudo.

Ma proprio attorno ai torèt da tempo si sono create non poche discussioni. Infatti, a causa della condizione di usura in cui alcune di queste storiche fontanelle versano, ci si era interrogati se non fosse cosa giusta una qualche forma di restauro e, in alcuni casi, uno stravolgimento in senso artistico-creativo.

Fontana Toret Torino: simbolo insostituibile della città
Fontana Toret Torino: simbolo insostituibile della città

 

L’idea era di mutarne il colore caratteristico verde smeraldo , (da ricondurre probabilmente ad una tradizione subalpina o, più semplicemente a detta di altri, alla buona speranza che, insieme alle corna ‐ vanto della razza bovina ‐ è simbolo riconosciuto universalmente come di buon auspicio), con variopinte soluzioni figlie dell’estro e dell’iniziativa di artisti ed eclettiche menti creative.

Come idea poteva anche essere originale, ma sicuramente si sarebbe perso il fascino malinconico e romantico che generalmente queste fontanelle infondono.

Il verde? Troppo disarmonico per alcuni

Tuttavia c’è anche chi la pensa diversamente e chi vede nel verde dei torèt una tonalità troppo disarmonica e stridente con l’ambiente circostante ed è per questo che, antagoniste delle nostre vecchie fontanelle ormai in diminuzione (ve ne sono solo più 700 in giro per Torino), sono comparse loro e piccole fontanelle-camaleonte, in grado di mimetizzarsi al meglio con l’ambiente circostante per farsi notare il meno possibile, spuntate nelle nuove isole pedonali del centro a partire da piazza Carlo Alberto.

Fontana Toret Torino: simbolo insostituibile della città
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Sì, il toto in qualche modo c’è, o meglio ve n’è la sagoma stilizzata sul frontale in pietra di Luserna.

Queste nuove fontanelle stanno riscuotendo parecchi consensi, nonostante il vecchio torèt con tanto di corna resti il più amato dai torinesi; prova del fatto che i torèt rappresentano un simbolo che travalica i tempi, è divertente notare come con l’iPhone sia possibile scaricare un’applicazione per svelare dove si trova la fontanella verde più vicina: ebbene sì, la mappa degli zampilli torinesi sempre a portata di mano. I pareri sono dunque divisi.

Chi li ama, chi è indifferenze, chi li ama ma crede nella loro disarmonia estetica, chi ne vorrebbe un restauro in senso tradizionale, chi ne auspica uno in senso moderno.

Sono però tutti d’accordo sull’idea che le fontanelle, soprattutto durante i mesi di caldo torrido, appaiano come oasi felici e che l’acqua, soprattutto quando è gratis, poco importa da dove scorra se da una fontana a forma di toro o da una a forma di futuristica e mimetica fonte; anche se, parere del tutto personale, l’acqua che bevi dal torèt mentre con una mano ti appoggi a una delle due corna…

Beh, ha tutto un altro sapore.

Laura Savina

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