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A Torino si continua a rubare

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Torino è la terza provincia d’Italia per numero di reati. Questo è quanto emerge dal rapporto del Ministero dell’Interno relativo alla situazione della sicurezza in Italia. Nel 2012 la nostra provincia ha dovuto annotare un totale di 158.603 casi di furto o altri reati, oltre 7.000 casi per 100mila abitanti, un tasso in aumento dell’1,86% rispetto all’anno precedente. Solo Roma e Milano ci battono sul totale, mentre in rapporto alla popolazione, la provincia della Mole conquista una poco invidiabile medaglia di legno, superata dai meneghini, da Rimini e Bologna.

A Torino e dintorni il numero dei furti è salito del 9% (86.070 nel 2012) e gran parte di questo aumento è dovuto a due categorie di crimini, i più odiosi: i furti in abitazione (+21% e 13.483 casi denunciati) e le estorsioni (+39% e 233 vittime accertate). Crescono anche i borseggi, le rapine e le frodi informatiche, ma la buona notizia è che, come anticipato qualche giorno fa, sono diminuite le auto rubate.

rapina

Infine, l’anno scorso in provincia di Torino gli omicidi volontari sono stati 22, quasi il 47% in più del 2011 e quest’ultimo è certamente il numero che preoccupa di più: il trend italiano relativo alla stessa categoria di delitti, infatti, ha segnato il punto più basso dai tempi dell’unità nazionale, 152 anni or sono. In tutto il Paese sono state uccise “solo” 523 persone, un andamento al ribasso che ha permesso una riduzione di fatti di cronaca nera di quasi tre quarti negli ultimi 23 anni.

Queste sono però le uniche notizie positive nel panorama italiano sulla sicurezza, dove furti e scippi sono aumentati dell’1,3% raggiungendo la cifra record di 2,8 milioni di reati, circa cinque al minuto, 7.700 ogni singolo giorno dell’anno. Le cause di questo incremento della criminalità possono essere molteplici e di non facile individuazione, a partire dalla crisi economica, la povertà incalzante per milioni di famiglie fino ad arrivare alla scarsa capacità di controllo dello Stato in determinati territori. Le aree “storiche” della delinquenza nel nostro Paese, infatti, non accennano a migliorare la loro situazione, anzi, Caserta e Reggio Calabria continuano a scalare la classifica al contrario e fanno registrare un’incidenza ben al di sopra della media nazionale, Napoli si conferma la regina di truffe e rapine, Catania quella degli scippi. Ma il problema criminalità cresce anche al Nord con alcune province che vedono un’impennata del 10% dei crimini commessi sul loro territorio: Bolzano, Treviso, Siena e Gorizia, per esempio, pur rimanendo tra le aree meno pericolose d’Italia, dovranno assicurarsi di soffocare sul nascere questa crescita esponenziale della delinquenza.

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Rimanendo in Piemonte, vediamo come si sono comportate le altre province: Novara è al 27esimo posto per numero di reati ogni 100mila abitanti con un totale di 16.981 denunce, Alessandria segue al 34esimo con 18.952, poi Asti con 9.292 crimini che le valgono la 39esima piazza; Biella in leggero miglioramento con 7.074 crimini accertati, Vercelli subito sotto con 6.820, Cuneo a 18.729 (89esimo posto per incidenza sulla popolazione) e Verbania a chiudere la speciale classifica piemontese con 4.950.

Marco Parella

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