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San Salvario: riqualificazione o Malamovida?

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San Salvario, la Movida in strada chiude alle due
San Salvario, la Movida in strada chiude alle due

E’ diventato il simbolo della nuova Movida torinese. Dopo la riqualificazione in chiave divertimento notturno dei Murazzi, di piazza Vittorio e del Quadrilatero, Torino in pochi anni ha potuto dare il benvenuto a una nuova zona “cool”, dove divertirsi e svagarsi dall’ora dell’aperitivo a tarda notte: San Salvario.

E’ successo tutto in fretta, forse anche troppo: e ora la gente si lamenta. E nascono le associazioni di cittadini e non solo: da una parte “Rispettando San Salvario”, che raggruppa gli abitanti del quartiere che non ne possono più di musica, locali notturni e conseguente codazzo di risse e schiamazzi per strada, dall’altra “Amo San Salvario”, che raggruppa gli esercenti del quartiere e in particolare i gestori dei locali Astoria, DDR, Soul Lab, Brasserie Bordeaux, La Cuite, Lanificio SanSalvatore, Bottega Baretti, Boiler, La Piola di SanSalvario, Rough.

Le rivendicazioni dei cittadini sono molto chiare, come si legge sul sito dell’associazione, http://www.rispettandosansalvario.it/: gli abitanti si oppongono non tanto alla trasformazione del quartiere in zona di divertimento notturno, quanto alle conseguenze che secondo loro questa mutazione sta creando: alcoolici consumati senza limiti di orari, inquinamento acustico, impossibilità a dormire, ubriachezza, bivacchi, mancanza di igiene e sicurezza, spaccio di droga, secondo loro per nulla diminuito con l’avvento dei nuovi locali e, non ultimo, la difficoltà a reperire parcheggi in zona.

E’ di pochi giorni fa un’ulteriore denuncia: l’insonnia dei bambini. Secondo quanto si legge in una lettera dell’associazione, “Dove è possibile, “costringiamo” i nostri bambini a non dormire nel loro letto, ma in brandine improvvisate in cucina, oppure li mandiamo da parenti, pur di preservarli da questa assurda violenza“.

 

La protesta dei cittadini
La protesta dei cittadini

Tutte queste considerazioni hanno portato gli abitanti a definire quella che anima il loro quartiere non Movida, ma Malamovida. Com’è immaginabile, pronta la risposta degli esercenti, che nel comunicato dell’associazione “Amo San Salvario” spiegano: “La nuova vita del quartiere è apprezzata da una parte dei residenti, che vedono nei locali una riqualificazione e una garanzia di maggiore sicurezza in vie che fino a pochi anni fa erano lasciate al degrado, una nuovo corso che si riflette anche nella nascita di nuove attività, dimostrazione del cambiamento in atto anche nelle ore diurne. Gli studi di giovani professionisti, gli atelier e i negozi di abbigliamento e design, associazioni e studi di fotografia per citarne alcuni, si moltiplicano, dimostrando un dinamismo del quartiere in una fase difficile per la città.”

 

I drappi di Amo San Salvario
I drappi di Amo San Salvario

La sfida si sposta sui balconi del quartiere: da una parte i drappi rossi di chi vuole “Dormire, si grazie”, dall’altra quelli azzurri di coloro che stanno dalla parte della nuova vita del quartiere. E’ una querelle di non semplice risoluzione, nella quale le ragioni di entrambe le parti sono molto forti. Che fare, allora?

Il Comune è intervenuto pochi giorni fa con una delibera secondo la quale sono state bloccate le concessioni per qualsiasi tipo di locale, dal bar alla discoteca, per un anno in tutto il quartiere.

L’obiettivo è sperimentare una pacificazione e un miglioramento della vivibilità del quartiere, come è accaduto secondo l’amministrazione in altre due aree della movida torinese, piazza Vittorio e il Quadrilatero: non a caso proprio in queste zone le maglie verranno allentate da Palazzo Civico, che permetterà le concessioni per nuovi locali come ristoranti (ma non locali notturni) in Piazza e per qualsiasi tipo di attività nel Quadrilatero.

 

Andrea Besenzoni

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