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Ramona Perelli ed il suo brand Oblò

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Ramona quando la vedi ti colpisce per l’andatura quasi eterea, e la calma serafica, ma non appena parla della sua creatura,il brand Oblò,cambia espressione e la sua voce si fa decisa ed entusiasta.

Questa stilista viterbese, che ama i mezzi veloci e la guida sportiva, oltre alla buona musica e a tante altre cose, dopo il liceo scientifico decide di intraprendere la carriera artistica frequentando l’ABAV (Nuova Accademia di Belle Arti Lorenzo da Viterbo).
Si laurea a pieni voti nel 2007 in “scenografie e discipline di spettacolo – creatori di moda”. Il titolo della sua tesi “esseri diversi “, è un percorso che parte dall’androgino storico fino ad arrivare all’uomo che si ibrida con “l’altro”.
Trascorre cinque anni durissimi, che però le fanno avere in cambio una formazione inequiparabile: il ricordo più bello sono le sfilate ad Altaroma Altamoda e le parole del suo docente del corso di progettazione di moda: “il bello e il brutto non esistono”.E’ qui che impara a conoscere il fantastico mondo della moda e ad odiare il suo sistema ciclico e ridondante.

 

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1) Come e quando è nata la tua passione per la moda?

Sin da piccolissima mostravo una propensione tale al mondo della moda della quale ne è testimone questo simpatico episodio: a 7 anni caddi dalla bici e i mitici pantaloni dell’arena (bianchi e neri) che indossavo si ruppero sulle ginocchia (un classico).
Tornai a casa e tagliuzzando quei pantaloni qua e là costruii un bikini con fibbia sulla pancia (un intero, meno sexy di un trikini, ma aveva comunque la sua forma)!Ah, per l’esattezza: la fibbia era del vestito di mia madre!
Poi, gli anni a seguire e tutta la mia adolescenza furono caratterizzati da giornate intere a disegnare abiti o illustrazioni di moda, o davanti alla vecchia Vigorelli della mamma a cucire borse, maglie e improvvisare abiti da sera.Quel che rimaneva del mio tempo libero nel periodo universitario lo investivo nel creare abiti da cerimonia, dal disegno al prodotto finito.

2) Parlaci un po’ della tua collezione.

Mi ispiro a tutto ciò che mi segna in modo profondo: il tempo che deteriora le cose, la diversità, gli occhi delle mie nipotine,Sofocle.
Il mio intento è quello di creare quello che non c’è: i capi di oblò vanno “guardati” a 360 gradi per scoprire la versatilità.
Il risultato è il fatto che possano essere per pochi: per chi li capisce! La più grande soddisfazione è quella di creare abiti che non abbiano una scadenza nel tempo.
Aborro il lato “fashion” della moda perchè è ciò che garantisce la sua morte e la sua prostituzione.E’ lo spettatore o il cliente a parlare della collezione.

3) Da cosa nasce Oblò?

Dal bisogno di espiare le mie pene,dall’esigenza estrema di colmare il vuoto per tirarmene fuori,ma anche dalla voglia utile di divertirmi. E’ un percorso intimo, personale e terapeutico.
Prendere contatto con la materia e la forma,plasmarla a mio gusto molto spesso, anche sono con l’istinto, non poteva che farmi creare capi di difficile comprensione, sicuramente con un piglio dissacratorio e iconoclasta nei confronti del mercenario mondo del fashion.
Oblò tiene come linea guida un percorso molto personale, quale analitico, dal quale è stato generato: ne è un segno la ricerca costante della diversità, dell’inconsuetudine.
Ci sono capi che volutamente lascio indefiniti, con pennellate posticce e fili che pendono.
Proprio perchè dissociato dal fashion che concepisce capi stagionali, Oblò si pone l’obiettivo di creare dei capi per sempre, senza tempo, innalzando un inno al coraggio e alla personalità di chi vorrà indossare dei capi concettuali e sfidare la gravità con capi metafisici fatti di gonne rimboccate nelle tasche, gilet irregolari e maniche lunghe come camicie di forza, frutto di un lungo studio sulle strutture modellistiche.

 

Ramona Perelli  Oblò
Ramona Perelli Oblò

3) Che cosa vuoi trasmettere al pubblico con le tue creazioni?

Vorrei dimostrare che esiste qualcosa di diverso, che si può avere quello che non c’è, che ci si può sentire unici ed esclusivi con un abito di oblò.

4) Quali tessuti prediligi per i tuoi capi?

Non pongo limiti: passo dalla pellicola al satin senza freni.

5) Che cosa faresti per rilanciare l’industria del made in italy?

Il made in italy è morto da quando noi bravi italiani abbiamo deciso di trasmettere mestieri e segreti del tessille della nostra cultura a tutto il mondo.
Ora che vogliamo ritornare sui nostri passi non stiamo nei costi perchè nel mentre che si facevano “tesori altrove”, l’industria manifatturiera italiana, in perdita, ha dovuto rilanciare necessariamente i costi produttivi per una questione di sopravvivenza.

 

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6) Quali sono le problematiche più frequenti che riscontri nel tuo lavoro?

La crisi, e non parlo di quella generata da una mancanza di denaro, ma  della crisi come quel fattore che uccide la voglia di conoscere il nuovo, chiude gli occhi alle persone, le quali si spaventano di ostentare.
La certezza è il marchio fashion, quello che esiste oggi e che esisteva ieri, indi,non si muove una foglia.

7) Progetti futuri?
Una casa a tre piani e tanta salute!

La collezione Oblò si può visionare alla seguente pagina: https://www.facebook.com/rmn.perelli?fref=ts ed è acquistabile nella boutique My Class di Corso Vittorio Emanuele II,44 oppure online, al seguente indirizzo: http://www.etsy.com/shop/oblo?ref=si_shop .

di Manuela Catanea

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