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Buon Tax Freedom Day a tutti!

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Lavorare 162 giorni senza risparmiare un solo euro. Questo è quello che capiterà a tutti gli italiani, neonati e moribondi compresi, nel 2013. Il 12 giugno si festeggerà il “Tax Freedom Day”, il giorno in cui torinesi, milanesi, veneziani, bolognesi, fiorentini, romani, napoletani, baresi, palermitani e cagliaritani inizieranno a lavorare per loro stessi e non per lo Stato.

Fino a mercoledì 12, infatti, ognuno di noi avrà timbrato il cartellino esclusivamente per pagare le tasse e assolvere agli obblighi fiscali e contributivi; nulla per sé, tutto per l’erario.

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Il 2013 fa segnare un nuovo record: 162 giorni dall’inizio dell’anno per raggiungere questo benedetto giorno di liberazione da un mix di tasse e gabelle che è arrivato al traguardo poco invidiabile del 44,4% del PIL, ennesimo scalino superato da una pressione fiscale aumentata di 13 punti dal 1980. Nel 2005 questa data simbolica era ancora a fine maggio, il 27 per la precisione, poi un inarrestabile incedere: 2 giugno nel 2006, 7 giugno nel 2009, ritorno al 5 giugno nel 2010 e 2011 e un balzo al 10 giugno l’anno scorso.

Secondo i dati della CGIA di Mestre, quest’anno ogni cittadino italiano pagherà mediamente 11.800 euro di imposte e la situazione italiana non pare avere via d’uscita: nonostante servizi spesso inadeguati, per non dire clamorosamente assenti, il nostro Paese è al primo posto in Europa nel calcolo del “Total Tax Rate“, la somma delle imposte sul lavoro, sui redditi d’impresa e sui consumi, con un tasso del 68,3%. La Germania è ferma al 46,8%, Spagna e Gran Bretagna sono a meno della metà.

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In realtà la data del 12 giugno, ottenuta confrontando la media del Pil giornaliero con il gettito delle varie tassazioni, è da ritenersi ottimistica. Se infatti storniamo dal Pil la quota di economia sommersa che convenzionalmente viene inclusa, la pressione fiscale reale che graverebbe sui contribuenti onesti salirebbe addirittura al 53,8%. E il Tax Freedom Day si sposterebbe al 16 luglio.

Che dire? Buon Tax Freedom Day a tutti!

Marco Parella



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