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Manoscritti, a Torino un tesoro nascosto alla Biblioteca Nazionale

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Manoscritti, a Torino un tesoro nascosto alla Biblioteca Nazionale
Manoscritti, a Torino un tesoro nascosto alla Biblioteca Nazionale
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Manoscritti, a Torino: un patrimonio nascosto e prezioso, un patrimonio di carta, anzi, di pergamena.

Si tratta della ricchissima collezione di manoscritti della Biblioteca Nazionale Universitaria, uno dei pezzi più importanti ereditati dalle raccolte di Casa Savoia.

Una delle particolarità della collezione, in questo, caso, è la sua internazionalità, che rende Torino una capitale dell’intercultura ante litteram.

Vi sono, infatti alcuni manoscritti indiani su foglie di palma, dei papiri copti e un centinaio di codici ebraici e arabi. Un bel segno di come la cultura, da sempre, sappia andare ben oltre i confini segnati sulle cartine.

Quanto si pensa ai manoscritti infatti, si tende a pensare sempre a libroni miniati e a biblioteche tipo quelle de “Il Nome della Rosa”, mentre invece i libri circolavano anche nel passato, e esistevano centri letterari anche oltre il confine degli Urali.

Purtroppo, i manoscritti presenti a Torino erano un numero molto più alto fino a un secolo fa: nel 1904, un incendio a portato via molti pezzi di valore.

Il “tesoro” della Biblioteca Nazionale è un tesoro per pochi: filologi, studiosi, studenti

Sarebbe affascinante poter esporre i pezzi migliori, ma bisogna proteggere la delicatezza di quelli che sono veri e propri oggetti d’arte.

Tra i pezzi più pregiati, il Trattato di medicina in lingua araba di ar-Razi (Rhasis) del Trecento, e un Historia Naturalis di Plinio del XV secolo, realizzata per la famiglia Gonzaga.

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Foto di repertorio (dalla rete) dell'Historia Naturalis
Foto di repertorio (dalla rete) dell’Historia Naturalis

I manoscritti, però, non sono solo antichi: ci sono anche gli autografi, come quelli di Ugo Foscolo e di Silvio Pellico. Pezzo super curioso è un frammento (quattro fogli) della Bibbia di Wulfila, che è l’unica opera conosciuta in lingua gotica.

Il frammento fa parte di un codice più ampio, conservato a Milano (uno dei pochi esistenti in Europa) ed è stato scoperto quasi per caso.

Se, come la maggioranza dei torinesi, non avete la possibilità di visionare tutte queste meraviglie, sappiate che la Biblioteca organizza mostre e d è un bel luogo da visitare tutti i giorni, perché si sente che ci passano i libri, le lettere, le parole.

Giulia Ongaro

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