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6 giugno 1453: il miracolo eucaristico di Torino

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La Torino barocca è la Torino dei palazzi, ma soprattutto del miracolo. Nessuna città italiana (esclusa forse Roma) vanta tante leggende legate alla costruzione delle sue chiese.

Solo a Torino, inoltre, queste storie uniscono la devozione popolare alla devozione di nobili e reali, sempre pronti ad arricchire la città con nuovi monumenti. In alcuni casi si tratta di storie legate a battaglie, altre volte la prima pietra di un santuario è stata posata per rendere grazie di una guarigione pericolosa.

Oggi, però, è il giorno giusto per parlare di un vero, inspiegabile miracolo, il miracolo eucaristico di Torino.

Immaginate una guerra di 550 anni fa. Immaginate i soldati francesi arrivare percorrendo i difficili passi alpini e raggiungere Exilles, allora parte del Delfinato e punto di confine con il regno dei Savoia. La storia non è precisa: forse i Savoia avevano preso la cittadina, forse le truppe nemiche erano affamate e dovevano prepararsi a calare nella Pianura Padana.

Quello che è certo è che un gruppo di soldati francesi saccheggiò la chiesa di Exilles e rubò anche il Santissimo Sacramento.

La scena si sposta a Torino: i soldati, compiuto il vilipendio, hanno raggiunto il capoluogo portando la refurtiva su un mulo, per rivenderla. Arrivano alla Porta Palatina il 6 giugno di 1453, esattamente 565 anni fa. Quell’anno, il calendario liturgico fa sì che il 6 giugno sia la data del Corpus Domini.

La Chiesa del Corpus Domini
La Chiesa del Corpus Domini

I manigoldi transitano con la loro cavalcatura davanti alla chiesa di San Silvestro, e qui avviene il miracolo. Il mulo rifiuta di proseguire, anzi si getta a terra, spargendo la refurtiva.

Il Santissimo, però, non può finire sula strada polverosa: l’ostia rimane sospesa nell’aria, come testimonia il parroco di San Silvestro, Padre Giovan Battista Semeria, accorso sul sagrato.

Secondo la tradizione, il curato richiamò la folla e soprattutto il vescovo, Ludovico da Romagnano, che raggiunse San Silvestro con un calice: l’ostia, volando, vi si posò dentro, e fu portata in Duomo. Subito, l’evento fu descritto come un miracolo, il miracolo eucaristico di Torino. Proprio sul luogo del fatto, via Palazzo di Città, sorge ora la Basilica Eucaristica del Corpus Domini, chiesa barocca che ebbe, tra i membri della sua congregazione, anche il Cottolengo.

L’evento, vero o leggendario che sia, viene narrato anche nella “Storia di Torino” di Luigi Cibrario, ed è stato ricordato, nell’anniversario di dieci anni fa, anche dal cardinale Severino Poletto.

Non importa che la storia sia vera o falsa, ma che Torino abbia ogni giorno una storia da raccontare.

Giulia Ongaro

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