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Zona30: la mobilità dolce a Torino

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Sono veramente contenta della zona30 e sarei ancora più contenta se la gente la rispettasse e se abbassasse la velocità e non passasse ai semafori rossi. Abito in Corso Sebastopoli ed attraversare Corso Siracusa è un incubo“.

“Sinceramente le auto non le vorrei proprio nella mia zona (abito in Via S. Francesco da Paola), ma visto che pedonalizzare gran parte del centro non e’ possibile per volontà politiche, sarei già contento di avere la Zona 30.

Sono solo un paio di commenti lasciati dai cittadini nello spazio di discussione legato alla Zona 30 sul sito del Comune di Torino (http://www.comune.torino.it/discus/messages/1/5.html): un buon metodo per tastare il polso di cosa pensino i cittadini di questa iniziativa dell’amministrazione torinese, inaugurata ormai anni fa nella Circoscrizione2, Santa Rita-Mirafiori Nord.

Che cos’è Zona 30? Molto semplice: una parte di città all’interno della quale non si possono superare i 30 chilometri all’ora di velocità. La zona aAbbraccia un’area residenziale ed è composta da strade che hanno in primis una funzione di servizio per gli abitanti: accesso a case e negozi, mobilità interna pedonale e ciclabile. Molto spesso queste aree sono istituite anche vicino a scuole e a zone dove sia frequente il passaggio di persone, anche bambini, a piedi. Secondo il Comune, “Numeri alla mano, la Zona 30 riduce il numero di incidenti e la loro gravità. Inoltre, comporta un minor inquinamento acustico e ambientale. Diffusa soprattutto nell’Europa settentrionale (è nata in Olanda), è un’idea che si sta diffondendo rapidamente in Spagna e trova qualche esempio anche nel nostro paese”.

La Zona30 di Mirafiori Nord
La Zona30 di Mirafiori Nord

Più precisamente, a Torino la Zona 30 è disegnata nella parte interna del rettangolo disegnato da corso Siracusa, corso Orbassano, via Guido Reni e corso Sebastopoli. Un tratto di via Filadelfia e via Castelgomberto rappresentano le principali strade interne alla Zona 30. Entrata in funzione nel giugno 2009, la Zona 30 di Torino ha subito messo assieme dati confortanti: azzeramento dei feriti gravi, riduzione dei giorni di prognosi e delle spese per ricoveri ospedalieri e danni materiali, abbassamento della quantità di traffico e del passaggio di mezzi pesanti.

L’iniziativa, molto probabilmente si allargherà ad altri quartieri di Torino: l’istituzione di una nuova zona fa parte del restyling, di cui spesso si è accennato, cui Barriera di Milano (borgate Montebianco e Monterosa) andrà incontro a partire dall’autunno, e che prevedono anche interventi di manutenzione straordinaria e istituzione di nuovi spazi verdi, studiati con il Politecnico di Torino, infine, che investiranno l’area tra via Cervino e via Banfo.

Andrea Besenzoni

 

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