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Ritorna sul palco Vasco Rossi, torinese adottivo

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L’attesa per i fans sta finalmente per terminare: domenica, dopo due anni di assenza dalle scene, torna sul palco all’Olimpico il rocker nazionale con la R maiuscola (almeno secondo i milioni di suoi fans): Il Blasco, Vasco Rossi.

E lo fa riprendendo il discorso da dove lo ha interrotto: da Torino e dallo stesso tour, “Live Kom”, che ha solo cambiato data. Si fermò quando era 011 (curiosa coincidenza di prefisso), ora riprende come 013.

Fu proprio la data torinese, prevista nel settembre di due anni fa, ad essere annullata dall’entourage di Vasco, apparso debole e sofferente durante i precedenti concerti di Milano e Roma, quando apparve sul palco addirittura in tuta da ginnastica. Da allora un periodo di salute pessima, che ha fatto stare i suoi fans a dire poco in ansia: non solo l’annullamento della data torinese e di quelle successive, ma continui ricoveri in clinica, scanditi da voci e illazioni mai confermate dallo staff rossiano.

L'ultimo atto del Delle Alpi: 2008, dopodichè fu abbattuto
L’ultimo atto del Delle Alpi: 2008, dopodichè fu abbattuto

Endocardite, infiammazione al miocardio, costole rotte: si vociferò di tutto, comprese le ipotesi più gravi. Per un anno ci ha pensato lui, dai social networks, a ricordare a tutti di essere vivo. Poi, la scorsa estate, un breve e acustico ritorno sul palco in una discoteca pugliese. Dopodichè il silenzio. Stavolta da tutto. Solo pochi giorni fa Vasco, che si è fatto vivo in primavera con un nuovo singolo che, c’è da scommetterlo, suonerà sul palco dello Stadio Olimpico, ha rilasciato alle maggiori testate un’intervista in cui ha confermato che se la è vista brutta, ma brutta tanto: un batterio killer lo ha mandato in coma tre giorni e e stava per mandarlo direttamente al Creatore.

Ora tutto pare superato, c’è chi giura che il Blasco sia in forma smagliante, e Torino non aspetta altro. 9, 10, 14 e 15 giugno, 4 date nemmeno a dirlo sold out, che rinverdiscono un amore inscalfibile di un’intera città per un artista. Non è un caso che riparta da qui, la sua tournèe. Spesso Rossi ha scelto la Mole per iniziare i suoi giri negli stadi e nei palazzetti (per esempio nel 1997, tour di Nessun pericolo per Te) e proprio Torino è legata a alcune grandi imprese blaschiane: il fantastico Delle Alpi 1990, tour di “Liberi Liberi”, rimasto per anni record di presenze in un’arena, ma anche l’altrettanto memorabile concerto del 1993 (“Gli Spari Sopra”) che lui stesso impose a tutti di celebrare, sotto le fredde luci dei riflettori dello stadio, poichè la pioggia aveva reso inservibili tutte le attrezzature luci del palco.

E poi ancora il 2008, anno in cui Vasco in sostanza mandò in pensione lo Stadio Delle Alpi con una duplice data autunnale, dopodichè arrivarono le ruspe che fecero spazio allo Juventus Stadium. E la presentazione di “Buoni o Cattivi” nel 2004, per la quale fu scelto il torinesissimo Gruppo Abele del suo grande amico don Luigi Ciotti.

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Vasco Rossi e don Ciotti, grandi amici.

Insomma, Vasco adora Torino che adora Vasco. E il legame, che rischiava una improvvisa e tragica interruzione, è più vivo che mai. C’è da scommettere che i fans non vedano l’ora di essere salutati dal rocker di Zocca come quasi sempre accade sotto la Mole: “Ciao Fantastica Torino!”

A.M.

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