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Il Piemonte che non si rialza dalla crisi

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La crisi non molla: i consumi calano ancora
Crisi Torino La crisi non molla: i consumi calano ancora
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Passare da volano economico del Paese a pugile suonato che non riesce più a rialzarsi. Questi sono gli effetti che la crisi economica ha prodotto sul Piemonte, un tempo insieme a Lombardia e Veneto una delle locomotive dell’Italia.

I dati dell’ultimo trimestre 2012 sono un bollettino di guerra. Quarantamila disoccupati in più, 75mila occupati in meno. Duecentomila le persone che sono alla ricerca di un lavoro. Dati che portano al 10% la percentuale di disoccupazione regionale. La crisi e le sue conseguenze hanno colpito soprattutto i giovani; la metà delle persone che hanno cercato lavoro nell’ultimo anno sono di età compresa fra i 25 e i 44 anni, il 22% ha meno di 25 anni. I disoccupati tra i 45 e i 54 anni rappresentano il 19%, gli over 55 sono l’8%.

La crisi ha messo in discussione anche molte “garanzie” del passato. Oggi non basta più avere una laurea per dirsi sicuri di avere un posto di lavoro. Il 7% dei lavoratori ha una laurea in tasca, i più penalizzati (44%) sono i diplomati, seguiti da coloro che hanno la licenza media (42%).

La fascia tra i 15 e i 24 anni rappresenta il 32%, il doppio rispetto al 2008 (un record in negativo nel Nord Italia). Nel secondo semestre 2012 il ricorso alla cassa integrazione è tornato a crescere e l’ultima fase dell’anno ha fatto registrare un 10% in meno di assunzioni. Torino non è un’isola felice ma nemmeno la città più colpita. L’infelice primato tocca a Vercelli dove il tasso di disoccupazione riguarda l’11%. Seguono Novara (10,3) e Alessandria (10,2), Torino è invece quarta con il 9,8%. Dall’entrata in vigore della riforma Fornero al gennaio 2013 sono state 268mila le persone che hanno perso il lavoro e il calo dell’occupazione è stato dell’1,3%: la media dice che 1.641 persone ogni giorno sono rimaste senza un lavoro.

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Le imprese più colpite sono state quelle artigiane. Nel complesso le aziende che hanno chiuso, al 31 dicembre 2012, sono state 2.262. Il Piemonte, altro triste primato, è la regione italiana con il calo più alto del Pil (-3%). Il dato è preoccupante soprattutto se confrontato con il periodo 2008-2011 durante il quale il decremento del Pil è rimasto costante al -1,8%.

Altro campanello d’allarme proviene dagli esercizi commerciali. Secondo le stime della Confesercenti, ogni giorno a Torino e nei comuni della provincia chiudono circa 10 attività. Solo tra gennaio e febbraio le attività commerciali che hanno tirato giù per sempre la serranda sono state 626, di cui 323 a Torino.

Alessandro Porro



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