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Torino: negli ultimi 10 anni aumento record delle temperature medie

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Torino negli ultimi 30 anni temperature in aumento
Torino negli ultimi 30 anni temperature in aumento

Non sappiamo ancora che tipo di estate ci aspetta. Da un lato i meteorologi ci dicono che potrebbe esserci una non-estate, una sorta di lunga stagione ricca di piogge e temperature oscillanti, dall’altro la primavera anomala ci spinge a pensare che avremo un’estate torrida.

C’è però un trend che dovrebbe invitare alla riflessione. Negli ultimi 30 anni le nostre città sono diventate sempre più calde e nell’ultimo decennio si è registrato un aumento record delle temperature medie. Le città sono più calde (di circa 3 gradi) rispetto alle aree meno urbanizzate. Colpa del cemento e dell’asfalto che assorbono calore e degli scarichi dei veicoli che trasformano le nostre città in vere e proprie fornaci dove respirare è difficile.

Il nostro clima poi si sta “tropicalizzando”. Sempre più frequenti sono fenomeni come le trombe d’aria e le alluvioni. Qui però la responsabilità primaria è dell’uomo e delle sue scelte inopportune. Fiumi intubati, città impermeabilizzate, consumo di suolo senza freni, politiche urbanistiche folli non fanno che modificare in peggio l’ecosistema e l’ambiente.

La sfida per i prossimi decenni, lanciata dall’Ue e dagli Stati Uniti è quella di cooperare e lavorare sull’adattamento ai cambiamenti climatici seguendo buone pratiche e dando un giro di vite agli eccessi e alle scelte meno sostenibili.

Il tema è stato al centro della prima conferenza sui cambiamenti climatici e le città organizzata da Legambiente in collaborazione con l’Università Iuav di Venezia. Nell’occasione è stato presentato lo studio condotto da Legambiente e dall’Osservatorio meteorologico di Milano Duomo. I cambiamenti climatici e l’aumento di temperature sono stati monitorati in 9 città italiane, tra cui Torino, dal 1961 a oggi.

Lo studio è stato condotto anche sulle conseguenze dell’incremento delle temperature: aumento dei costi energetici per la climatizzazione, picchi di patologie connesse al caldo, disagio termico, calore e afa anche nelle ore notturne e influssi sulla nostra salute.

Un secondo studio ha invece riguardato la vulnerabilità delle nostre città a violenti fenomeni metereologici come nubifragi, trombe d’aria ed alluvioni. Pericoli che devono essere fronteggiati rapidamente ripensando le strategie di adattamento urbano e cominciando da nuovi e più sostenibili standard di trasformazione del territorio e dell’ecosistema.

Alessandro Porro

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