Home Urbanistica Le pecore sono tornate a Torino (ma stanno per andarsene)

Le pecore sono tornate a Torino (ma stanno per andarsene)

10
SHARE
pecore taglio erba Torino
pecore taglio erba Torino

 

Qualcuno se lo sarà pure chiesto, dal 2007 a oggi, cosa ci facessero interi greggi di pecore in alcuni parchi cittadini.

 

Simpatici gruppi di ovini belanti che hanno invaso prima il parco della Colletta, poi quello della Confluenza, e che resteranno in città ancora fino a metà del mese.

 

Sono oltre 660 i capi, appartenenti al pastore Menzio, che ora stanno per lasciare la città e fare destinazione per gli alpeggi: il progetto di ospitarli in città risale al lontano 2007, quando, iniziativa fino ad allora unica nella nazione, alcune aree verdi cittadine fornirono ospitalità sperimentale per una mandria di animali al pascolo. Le pecore sono tornate anche quest’anno, visto il fortunato risultato delle sperimentazioni precedenti, fornendo il loro apporto fondamentale, in quando erbivori, all’ecosistema dei parchi. “Anzi – scherzano dal Comune – il maltempo e le piogge dell’ultimo mese che hanno agevolato la crescita dell’erba le hanno costrette agli straordinari!”

pecore2

Così gli ovini hanno davvero fatto gli straordinari: Colletta prima, Confluenza poi. E non sono le uniche pecore presenti in città: un altro gregge è al pascolo nel parco Piemonte a Mirafiori Sud, mentre al Parco del Meisino (sull’altro lato della confluenza Po-Stura) con le pecore pascolano anche una sessantina di bovini.

L’iniziativa, come si diceva, mira a mantenere l’ecosistema delle aree verdi nel modo più naturale possibile: le pecore forniscono uno splendido apporto per lo sfalcio del manto erboso, il contenimento delle malerbe e, nel contempo, per la concimazione del terreno (le deiezioni di questi animali, infatti, per loro natura sono rinvigorenti per i prati, a differenza di quelle dei cani).

Non solo: il Comune ha anche una ricaduta positiva da questo progetto. Quale? Per esempio il risparmio di circa 30mila euro dovuti alla mancata potatura dell’erba. Senza dimenticare che lo sfalcio eseguito dagli operatori con le macchine e il successivo trasporto dell’erba in discarica avrebbero avuto un costo “ecologico” in termini di produzione di Co2 e utilizzo di energie non rinnovabili.

E poi, volete mettere il suono fastidioso di un tagliaerba con il romantico e simpaticissimo belato di un bel gregge di bianche pecorelle? Possiamo dirlo: in estate ci mancheranno!

 

AM

 

 

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here