Home Cronaca di Torino I tappi che fanno bene al cuore sbarcano in Piemonte

I tappi che fanno bene al cuore sbarcano in Piemonte

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Bere, riciclare e fare del bene. Questo il concetto alla base della raccolta dei tappi di plastica, iniziativa nata oltre dieci anni fa e che col passare del tempo si è diffusa a macchia d’olio in tutta la penisola.

Il meccanismo è semplice: un’associazione pubblica o privata, una Onlus o un’organizzazione a scopo benefico studia un progetto da realizzare. I benefici di questo progetto possono essere in Africa come a Villafranca Piemonte, si va dalle incubatrici per gli ospedali di zona ai pozzi da scavare in Tanzania, qualsiasi cosa è lecita per aiutare il prossimo.

L’associazione ha ovviamente bisogno di fondi per realizzare questo progetto e allora si accorda con un’azienda che ricicla materie plastiche nei dintorni, proponendo di accolarsi, tramite i propri volontari e l’aiuto indispensabile del passaparola, la raccolta di tappi di plastica. Vanno bene quelli delle bottiglie d’acqua, del latte, delle bibite o succhi di frutta, quelli dei detersivi, dei barattoli di Nutella o le sorpresine degli ovetti Kinder. I tappi in questione sono fatti di Polietilene (PE), un tipo di materiale più malleabile rispetto alla plastica delle bottiglie stesse, più facilmente riciclabile e non sottoposto al regime di rifiuto urbano, cosa che ne obbligherebbe lo smaltimento solamene tramite gli enti preposti.
L’organizzazione promotrice del progetto si occupa di sistemare dei contenitori in cui i cittadini possano portare i tappi raccolti e trasferisce poi il tutto all’azienda di cui sopra, ben contenta per due ragioni: avrà a disposizione materia prima senza costi aggiuntivi per recuperarla (in tempi di crisi non è un aspetto da sottovalutare) e la pagherà ad un prezzo inferiore a quello di mercato, contribuendo inoltre a fare del bene. I tappi vengono pagati circa 200 € a tonnellata (a seconda delle zone) e con il ricavato è possibile finanziare il progetto iniziale.

 

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In Piemonte sono tante le associazioni che si servono di questo strumento per trovare i fondi necessari alle loro iniziative benefiche. C’è per esempio il gruppo di Santena di Emergency che, tramite una ventina di punti raccolta (qui l’elenco) sparsi tra Torino, Chieri e Pino Torinese, chiede il sostegno della gente per la gestione del centro di maternità della cittadina di Anabah, in Afghanistan.

Il Centro Mondialità Sviluppo Reciproco di Livorno ha invece esportato in tutta Italia i propri progetti e ogni anno riesce a coniugare la salvaguardia ambientale e la solidarietà per le popolazioni meno fortunate della regione di Dodoma, in Tanzania. Sul sito www.cmsr.org potrete trovare un report delle iniziative portate a termine nell’ultimo decennio e l’elenco dei centri in cui è possibile recapitare i propri tappi, anche in Piemonte, dove nel solo 2012 sono stati raccolti 60.955 kg di plastica.

Si potrebbe continuare all’infinito con il successo riscosso da Insieme per l’India che, con l’appogio del Comune di Fossano, sta contribuendo a rendere più felici le giornate di molti bambini e ragazze indiane; o ancora “Occhio al tappo“, la nuova campagna dell’Associazione Pro Retinopatici ed Ipovedenti (A.P.R.I) per l’autofinanziamento.

La morale è una sola: aderire ad una di queste raccolte farà bene all’ambiente, migliorerà la vita a qualcuno, vicino o lontano che sia, e ci renderà persone migliori.

Un tappo alla volta.

Marco Parella

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