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Succede in città: un successo l’incontro al Circolo dei Lettori

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cosa succede in citta circolo dei Lettori Torino
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L’Italia è un Paese strano. Ha un patrimonio culturale inestimabile ma destina alla cultura soltanto l’1,1% delle risorse pubbliche contro il 2,2% della media Ue.

Ci superano pure Estonia e Lettonia, siamo davanti soltanto alla Grecia e questo, come è facile intuire, non è un punto di merito. Non solo, quando c’è bisogno di rivedere la spesa pubblica la cultura è uno dei primi settori in cui si operano i tagli. Tanto che il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha promesso di dimettersi nel caso si dovesse tagliare ancora in quel campo.

Fin qui il discorso a livello generale, ma come resistono gli enti locali e soprattutto le amministrazioni comunali e quali sono le strategie messe in campo per finanziare la cultura?

Il tema è stato al centro dell’ultimo appuntamento con il ciclo di incontri “Succede in città”, organizzato e ospitato dal Circolo dei Lettori. Una chiusura in grande stile che ha visto confrontarsi sull’argomento l’assessore alla Cultura di Torino Maurizio Braccialarghe e i colleghi di Milano Filippo Del Corno, di Palermo Francesco Giambrone e di Firenze Sergio Givone.

Circolo dei lettori Torino
Circolo dei lettori Torino

Gli interventi si sono concentrati sulle scelte messe in campo dalle amministrazioni per salvare soprattutto i teatri, istituzioni che in Italia finiscono spesso per essere commissariate costituendo ferite spesso difficili da rimarginare. Givone ha portato l’esempio del teatro La Pergola di Firenze, salvato dopo essere stato ripensato da zero.

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Si è parlato anche dell’intervento dei privati e della necessità che l’intervento del privato venga sempre e comunque ricondotto sotto l’egida del Pubblico o almeno sotto il controllo di questo.

Particolarmente acceso l’intervento di Braccialarghe che ha posto l’accento soprattutto sui tagli operati dallo Stato ai danni dei trasferimenti agli enti locali. <Manca una strategia politica per la cultura, viviamo nel paese dell’effimero. – ha dichiarato – come si può investire in qualsiasi campo quando mancano 158 milioni di euro di trasferimenti agli enti locali?>.

Braccialarghe ha poi sottolineato che questi tagli penalizzano soprattutto alcuni settori, tra cui proprio la cultura, ritenuta secondaria pur a fronte di una domanda sempre più forte.

Circolo dei lettori Torino

Quale potrebbe essere allora la via d’uscita da questa impasse indecorosa per un Paese che di cultura potrebbe addirittura vivere?

Secondo l’assessore Braccialarghe il patrimonio culturale della città dovrebbe essere percepito come patrimonio di tutti i cittadini ma soprattutto il ragionamento sulla cultura non può prescindere da ragionamenti economici. <Non possiamo continuare a immaginare di fare strategie senza guardare agli equilibri – serve un giusto mix tra capacità, fruibilità, promozione sempre ricordando che la responsabilità economica è imprescindibile>.

Alessandro Porro



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