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Il calcio per la ricerca: la partita del cuore a Torino.

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Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento con la partita del Cuore: ovvero quando il calcio e la solidarietà si incontrano.

Questa sera a partire dalle 20.30, presso lo Juventus Stadium di Torino la nazionale cantanti sfiderà il team Campioni per la Ricerca in un match che ha il sapore di una festa e non di una vera sfida. La vera partita da vincere non è infatti quella sul campo da calcio, ma quella che si gioca tutti i giorni negli ospedali, nei laboratori e negli ambulatori: curare le malattie genetiche e il cancro.

Malattie, spesso non curabili e molto diverse: quelle genetiche, più  rare,  e il cancro più diffuso ma entrambe accumunate dal fatto di rendere la vita del malato e dei familiari e amici, di chi ne colpito alquanto debilitante e sempre più difficile da sostenere per mille limitazioni che la società di oggi impone.

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Se il cancro è una malattia, purtroppo per noi, molto più diffusa, conosciuta e su cui fortunatamente è possibile fare prevenzione, le malattie genetiche neuromuscolari sono molto meno conosciute. La sensibilità di molti, negli ultimi anni, ha permesso alla fondazione Telethon e al centro di Candiolo, di fornire fondi alla ricerca e di portare avanti progetti, molti dei quali nella nostra città  aumentando la qualità della vita di molti malati, in particolare bambini.

Non solo per le cure ma anche per il sostegno psicologico e riabilitativo ma ancora molto deve essere fatto, soprattutto in termini economici. Queste patologie costano – non tutti possono permettersi spese sanitarie private, mancando spesso il sostegno dello Stato – e influiscono su bilanci familiari già messi in ginocchio dalla crisi.

Negli ultimi tempi la ricerca e le nuove frontiere hanno creato alcune polemiche, soprattutto in riferimento ad alcuni servizi televisivi legati all’utilizzo di cellule staminali per la cura di queste malattie. Ma ora non è il momento delle polemiche: è il momento di impegnarsi tutti insieme per essere solidali. La partita del cuore avvicina due caratteristiche peculiari del popolo italiano, la passione per il calcio e la solidarietà innata, permette di raccogliere fondi indispensabili in un momento di grande crisi della ricerca e sostegno ai malati. Tutto esaurito per la partita di domani sera a dimostrazione di quanto la reputazione degli enti coinvolti dia fiducia, anche nella solidarietà.

Per chi non può, per mille motivi, non essere presente allo stadio, l’appuntamento in tv con la diretta su Rai1 e la telecronaca del grande Bruno Pizzul. Poi, fino al 30 maggio è attivo il numero solidale 45501 per contribuire con un sms del valore di 2 euro. Insomma, non abbiamo certo scuse per non contribuire anche con poco e comodità. Queste malattie sono “molto democratiche” – passatemi il termine – perchè possono colpire tutti: ricchi e poveri, italiani e stranieri.

Utilizziamo le nostre poche ma importanti risorse per rendere democratica e accessibile a tutti anche le cure e la qualità della vita di chi ne è affetto.

In fondo è facile, quasi come un calcio di rigore.

Giulia Copersito

 

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