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Torino FC 2012/2013: ecco le nostre pagelle ( parte 1)

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Torino Fc serie A Tim 2012 2013
Torino Fc serie A Tim 2012 2013

Mentre all’orizzonte si stagliano tante domeniche assolate, ma con quel senso di vuoto che, agli appassionati, solo un weekend senza Torino,  può causare, ne approfittiamo per fare il punto sulla situazione sulla stagione appena trascorsa dai granata col classico pagellone di fine anno.

LA STAGIONE DEL TORINO FC 2012/2013

Fino a tre quarti di campionato, una stagione da 7, escludendo la scoppola nel derby: una salvezza praticamente conquistata, una parte sinistra della classifica a portata di mano, una serie di buone prestazioni.

Poi, dopo la vittoria contro la Lazio, alcuni dei problemi palesati precedentemente si sono aggravati e i granata si sono ritrovati a ripetere all’infinito gli stessi errori, a subire gli stessi gol negli stessi momenti e a dilapidare parecchio di quanto di buono era stato fatto fin lì. Alla fine la salvezza è arrivata lo stesso, ma non nel modo brillante con cui la si stava conquistando precedentemente, quasi come una maledizione dovesse inchiodare, a prescindere, la compagine guidata di Ventura a rimanere intorno a quei 40 punti che, negli ultimi campionati di A, sembrano la massima ambizione e possibilità per i colori granata. VOTO: 6+

Giampiero Ventura allenatore Torino

GIAMPIERO VENTURA:

partiamo dai meriti: più che l’aver conquistato due obiettivi in due stagioni, il capolavoro del tecnico ligure è stato quello di costruire un gruppo vero e compatto, in grado di fare quadrato e di non far trapelare mai nessuna eventuale polemica fuori dallo spogliatoio.

Se si pensa alle continue gazzarre dei passati Toro dell’era Cairo (le pagelle ai compagni sul sito di Rosina, Di Loreto che litiga col preparatore davanti a tutti prima di una partita importante, gli atteggiamenti di Di Michele e compagnia l’anno di Colantuono e molto altro), non è poco. Ha dato alla squadra un’identità di gioco che non sempre è sfociata in spettacolo anche per la non eccelsa cifra tecnica di alcuni interpreti. Non ha ricreato ancora il Toro che sognano i tifosi, ma l’ha messo sulla strada giusta per diventarlo fra qualche anno.

Ventura, però, ha anche dei demeriti: l’incaponirsi su alcuni giocatori rispetto ad altri, a dispetto dell’evidenza, la rinuncia quasi totale a rischiare alcuni giovani. Ma, soprattutto, gli si può contestare un atteggiamento non proprio benevolo verso l’ambiente, quasi di sfida mascherata: pur nella sua diplomazia, l’ex barese non è riuscito a nascondere totalmente una certa insofferenza verso alcune caratteristiche del mondo Toro, ribadendo, davanti alle critiche, il “siamo una neopromossa” e il “da dove siamo venuti” in maniera ossessiva e quasi grottesca. Il tutto in una stagione in cui non è stato mai contestato e con la curva che si è ritrovata spesso ad applaudire dopo i numerosi rovesci interni. VOTO: 6,5

PORTIERI:

Gillet Francois portiere Toro serie A Tim 2012 2013
Gillet Francois portiere Toro serie A Tim 2012 2013

FERDINANDO COPPOLA: torna a gennaio per fare il secondo a Gillet, gioca solo col Catania e non compie una parata, battuto da due conclusioni imprendibili. Nei 90’ disputati sembra più sicuro coi piedi di quanto fosse lo scorso anno, dove ha regalato tanti potenziali infarti alla curva. VOTO: SV

JEAN FRANCOIS GILLET: arriva sotto la Mole un anno dopo il previsto e sfodera un girone d’andata fenomenale, con solo un paio di sbavature. La sicurezza che regala al suo reparto fa scomodare precedenti illustri, coi piedi non provoca reazioni da visita cardiologica come Coppola, fra i pali gatteggia. Da un certo punto in poi, però, la difesa impenetrabile di tre quarti di campionato, diventa colabrodo e l’estremo difensore belga si ritrova a raccogliere palloni nel sacco senza praticamente far più parate: conclusioni spesso imparabili, ma c’è l’impressione di minor sicurezza rispetto alle gare precedenti. Detto ciò, sulla salvezza del Torino c’è anche l’impronta dei suoi guanti. VOTO: 7

LYS GOMIS: dodicesimo fino a gennaio, va a farsi le ossa ad Ascoli. Gioca solo a Siena in Coppa Italia, con luci e ombre. VOTO: sv

 

DIFENSORI:

PABLO CACERES: oggetto misterioso del mercato estivo, viene schierato soltanto contro il Siena e nella passerella finale contro il Catania. Non fa molto per rimanere impresso nelle menti e nei cuori di Maratona e dintorni, se si esclude un liscio con conseguente caduta che avrebbe fatto la fortuna di Mai dire Gol. Quasi ingiudicabile. VOTO: 5,5

DANILO D’AMBROSIO: a destra, a sinistra, più avanzato, più arretrato, cambia poco. L’impatto di Danilo con la massima serie è ottimo: grandi prestazioni, due gol, la fascia da capitano indossata con la sicurezza del veterano, la certezza di essere diventato giocatore completo e passibile di convocazione in azzurro. Sembrerebbe una bella storia, una storia da Toro: l’arrivo dalla Lega Pro, il boom del primo anno, la caduta del secondo, la resurrezione, la consacrazione, diventare il Capitan Futuro Granata. Poi arriva il suo agente, dice che il suo assistito, dopo quattro anni di Torino, vorrebbe/potrebbe cambiare aria e capisci che, ancora una volta, la riconoscenza e le storie da Toro, nel calcio moderno, non riescono a trovare spazio, ma sai già che non ti arrenderai e inizierai subito a cercarne altre. VOTO: 7,5

MATTEO DARMIAN: stagione tutto sommato positiva, anche se, in qualche circostanza, è andato più in difficoltà del previsto con alcuni avversari. Se si proponesse un po’ di più in avanti sarebbe perfetto, visto che non crossa male. Per giovane età, impegno e atteggiamento è assolutamente da tenere. VOTO: 6,5

VALERIO DI CESARE: gioca poco, ma quando gioca ce la mette tutta, dimostrando di voler bene alla maglia. Sì, Robinho, con una finta, lo manda al bar in Toro-Milan 2-4. Sì, contro il Catania sembra un ragazzino alle prime armi. Ma, nelle altre occasioni in cui è stato impegnato, non gli son mancati carattere e abnegazione. Risulta uno dei pochi che, nei derby, sappia ancora cosa voglia dire ringhiare, a San Siro disputa una gara maiuscola, sfiorando anche il gol. Buon rincalzo. VOTO: 6

Kamil Glik Torino serie A Tim 2012 2013

KAMIL GLIK: inevitabile partire dai due rossi nel derby, che gli fruttano mezzo voto in meno nella valutazione finale. Detto questo, il buon Kamil è stato dipinto, soprattutto dopo l’espulsione per l’intervento su Giaccherini, come un mix tra il mostro di Milwaukee e una belva assetata di sangue, guardato con ignorante spocchietta da chi, quando gli stessi interventi li fanno, impuniti, i difensori di altre squadre, si arrampicano sui vetri per giustificarli o li ignorano proprio. E qui entra in campo la grandezza di Glik: come, la stagione precedente, si era ritrovato a reagire a un paio di errori pesanti diventando uno dei trascinatori di fine campionato, stavolta, nonostante una mazzata che avrebbe potuto sotterrarlo psicologicamente, torna dalla squalifica più forte e affamato di prima, disputando una stagione maiuscola, col suo gioco all’inglese. Idolo della Maratona, da tenere anche lui. VOTO: 7

 

SALVATORE MASIELLO: definirlo pallino di Ventura è riduttivo. Si ritrova spesso in campo, ma raramente ripaga con prestazioni degne di nota, anzi, talvolta, come a Parma, impazzisce mettendosi a dribblare al limite della propria area e propiziando il 2-1 avversario. La tendenza del tifoso a trovare un capro espiatorio ha individuato in lui un obiettivo perfetto, anche se Salvatore non ha fatto molto per smentire questa fama. Siccome probabilmente rimarrà, c’è da sperare che lo faccia il prossimo anno. In bocca al lupo. VOTO: 5

Angelo Ogbonna serie A Tim 2012 2013
Angelo Ogbonna serie A Tim 2012 2013

ANGELO OGBONNA: la grande delusione stagionale. Parte bene, poi viene frenato da un infortunio che, complice un rientro un po’ affrettato, lo condizionerà per il resto della stagione. Da quel momento, sarà realmente lui solo a sprazzi: non sono pochi i gol subiti per sua responsabilità, mentre colpisce, in sua assenza, la solidità del pacchetto arretrato con Rodriguez. Troppo facile e ingiusto caricarlo di più colpe del dovuto, c’è la certezza che, fin dall’anno prossimo, possa dimostrare il suo immenso valore. Bisogna solo stabilire se lo farà in maglia granata o altrove, ma è una prospettiva che, complici gli affettuosi abbracci post derby con i giocatori della Juventus, mentre in curva si piangeva per l’ennesima sconfitta, non fa disperare più di tanto i tifosi. VOTO: 5

 

GUILLERMO RODRIGUEZ: il “Pelato” si cala subito bene nella realtà granata: sicuro, determinato, pochi fronzoli e poche sbavature. Cattiveria giusta, ma mai eccessiva, a poco a poco entra anche lui nelle grazie della tifoseria, con pieno merito. In difficoltà solo con i “piccoletti” e con Cavani, nel 3-5 contro il Napoli, ma visto che sono in molti ad avere incubi a causa del Matador, è un errore perdonabile. VOTO 6,5

A domani per centrocampo, attacco, società e…tifosi!!!

a cura di Francesco Bugnone

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