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Torino, capitale dei Sindaci

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Venti sindaci, altrettante metropoli: lunedì e martedì Torino è stata meta di un importante confronto sulla sicurezza, la criminalità e l’inclusione sociale.

L’occasione è stata il “Forum internazionale dei sindaci sulla prevenzione del crimine e la sicurezza nelle città”, organizzato dall’Istituto internazionale delle Nazioni Unite per la ricerca sul crimine e la giustizia (Unicri), in collaborazione con il Comune di Torino. Hanno partecipato i primi cittadini di Bangkok (Tailandia), Dakar (Senegal), Hebron  (Cisgiordania),  Girardot  (Colombia), Durban (Sud Africa), Santiago (Cile), Tunisi (Algeria), Port of Spain (Trinidad) e Seul (Corea del Sud).

Il tema: l’aumento demografico e le conseguenti elevate domande di sicurezza e vivibilità delle grandi città del mondo: basti pensare che nel 2008, per la prima volta nella storia dell’umanità, è stato rilevato come più della metà della popolazione mondiale si fosse ormai riversata nei centri urbani.

Aumentano i servizi, le attività, ma anche le fasce deboli della popolazione vanno a ingrandirsi spaventosamente: il Forum ha tentato di individuare strategie per “rendere effettive  le possibilità offerte dall’urbanizzazione”.  “L’obiettivo di questo incontro – spiega a Redattore Sociale Marina Mazzini, assistente esecutiva Unicri e responsabile del progetto – era stimolare un dialogo tra le varie città, sulle rispettive necessità in tema di giustizia, inclusione sociale e sicurezza. In questo modo speriamo di creare un network che possa rendere questa esperienza duratura nel tempo”.

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Torino, capitale dei Sindaci

Cosa è accaduto: il primo giorno si sono tenute assemblee plenarie, nelle quali i rappresentanti delle città invitate hanno illustrato esperienze virtuose in tema di prevenzione,sicurezza e sviluppo sostenibile.

Sono seguiti tre seminari dedicati a “Riduzione della vulnerabilità”, tramite la prevenzione del crimine giovanile, la protezione di soggetti vulnerabili come donne e anziani e l’inclusione dei gruppi marginalizzati.

Nei progetti sviluppati da Unicri – continua Mazzini – soprattutto riguardo la tratta di essere umani, o della delinquenza minorile in paesi come il Ruanda, c’è una costante che tende a ripresentarsi: se si riduce il numero di soggetti vulnerabili, che rischiano maggiormente di essere arruolati dalla criminalità di diventarne vittime, si creano le condizioni per una maggiore sicurezza.  Ci sono molti esempi virtuosi in questo senso, come i programmi per il reinserimento dei giovani in situazioni di conflitto con la legge”.

Gli altri temi allo studio sono state le cosiddette “PPP”, ossia le partnership tra pubblico e privato e la “Promozione dello stato di diritto nelle città”.

 

La Redazione di Mole 24



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