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Mole Antonelliana, 65 anni fa lo spaventoso crollo

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Torino Guglia Mole Antonelliana 23 maggio 1953
Torino Guglia Mole Antonelliana 23 maggio 1953
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Mole Antonelliana, 65 anni fa lo spaventoso crollo

“Nel cuore della tempesta abbiamo attraversato la città con un’auto per renderci conto della situazione. In piazza Castello la “1400” è stata investita da un vortice che l’ha trascinata di fianco per una decina di metri: la “1400” pesa 11 quintali. Sembrava di viaggiare immersi in una vasca d’acqua. In via Po la sabbia ci copriva il parabrezza e toglieva la già scarsa visibilità (…). Si udì uno schianto, come un boato allucinante, pensammo al crollo di una grossa casa. Era la Mole !”

Sono passati 65 anni da questo articolo pubblicato su “La Stampa” che riguardava la Mole .

Sessant’anni fa, una tempesta perfetta (o qualcosa di molto simile) abbatteva il simbolo di Torino: quantomeno ci provava.

Nel pomeriggio del 23 maggio una tempesta di sabbia e poi un temporale si abbattono su Torino, provocando cinque vittime.

E per non farsi mancare nulla arriva anche il vento, fortissimo, che fa crollare gli ultimi 47 metri della guglia della Mole. 47 metri non sono pochi: sono un pezzo enorme.

E vengono giù come un castello di Lego.

Provate a immaginarvi cosa può significare, per chi sta sotto, vedersi piombare 47 metri di macerie. 47 metri del Simbolo di Torino. Immaginate cosa possono avere provato i torinesi che assistevano impotenti a questo scempio: una vaga idea del dolore che possono avere provato si ha se si pensa alle lacrime agli occhi che ogni torinese ha avuto quel sabato in cui bruciò un altro simbolo cittadino: la Cappella del Guarini in piazza Castello.

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E proprio come per il Guarini, anche la Mole Antonelliana venne ricostruita, più bella e forte che prima.

Ma torniamo a quel 23 maggio 1953: quello che accadde fu un evento quasi unico, come riportano (fonte: NImbus) le cronache del tempo: 

La perturbazione (…) fu accompagnata in primo luogo da una pioggia di terra e sabbia effettuatasi su largo territorio, fenomeno questo che, in quanto di origine locale, è eccezionalissimo in Europa. Nei giorni 22 e 23 maggio mattino il cielo si era mantenuto leggermente coperto, l’atmosfera fosca ed un’afa notevole appesantiva l’aria.

Nelle ore pomeridiane del 23 su larga estensione del Veneto e della Lombardia si erano manifestati temporali e grandinate susseguentisi da oriente ad occidente. Nel Piemonte verso le ore 18 il cielo si oscurò rapidamente e nel settore compreso tra il Canavese ed il Biellese si produsse una improvvisa irruzione d’aria proveniente da varie direzioni, ma prevalentemente da nord-ovest ed est, che determinò violenti turbini e trombe in serie, spostantisi lentamente, che sollevarono dai campi del basso Canavese (nella zona di Montalenghe) e della conoide della Stura di Lanzo (Front e Lombardore), fortemente disumiditi per il lungo periodo di siccità avutosi in precedenza, notevoli quantità di finissima terra, prendendola in carico e sospin-gendola verso ovest. Questa cadde allo stato asciutto, prima, e poi con pioggia, a Caselle, Venaria, Settimo, Bertoulla, S. Mauro e Torino. Alle ore 19 le nubi caliginose bassissime avanzanti da N e NE sovrastavano i margini orientali di Torino e si estendevano, spinte da vento violentissimo, su tutta la città, oscurando l’atmosfera, rendendo penoso il respiro e depositando ovunque terra impalpabile e sabbia fine, anche nell’interno delle case. (…) Si può calcolare che il complesso dei turbini abbia avuto il suo massimo su un area di raggio di una decina di chilometri con epicentro al centro di Torino”

La Redazione di Mole 24

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