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Torino spacca (il minuto): l’ora esatta dell’Inrim

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Torino spacca (il minuto): l'ora esatta dell'Inrim
Torino spacca (il minuto): l'ora esatta dell'Inrim

Forse non tutti sanno che…

Una locuzione strausata, spesso abusata, che si utilizza per raccontare una notizia di quelle che stupiscono, di quelle che ci si può giocare facilmente durante un aperitivo per stupire gli amici.

Allora visto che si sta avvicinando il week end e il periodo degli aperitivi all’aperto, ecco una notizia di quelle curiose e non poco.

L’ora esatta in Italia arriva da Torino.

Succede all’Inrim, l‘Istituto Nazionale di Ricerche Metrologiche di Torino che da tanti anni conserva e distribuisce al Paese l’orario su cui si regolano tutti gli italici orologi.

Sono infatti cinque gli istituti europei che si occupano della misura del tempo e della sua analisi e correzione, e sono coordinati dall’Italia. Da Torino.

Funziona così: in orbita sono lanciati una serie di satelliti di geoposizionamento (attualmente 4, ma saranno 30), lanciati a partire dal 2011.

Il loro movimento e il loro funzionamento permettono di trasmettere l’ora esatta. Anzi, esattissima: la precisione di errore con cui l’orario viene inviato è di qualche miliardesimo di secondo, da 5 a 30.

Torino spacca (il minuto): l'ora esatta dell'Inrim

E pensate un pò: questo margine di errore, che per noi è assolutamente impercettibile, per questi studiosi, torinesi e non solo, è un lasso di tempo non enorme, ma comunque considerevole, dato che la precisione nella determinazione della posizione a Terra che il sistema può darci è strettamente legata al tempo.

Ma come funziona il meccanismo per davvero?

Ogni satellite della costellazione Galileo ha a bordo vari orologi atomici che garantiscono la continuità del segnale orario interno fondamentale per il funzionamento del sistema, con un funzionamento simile a quello del Gps che ci guida tramite i navigatori nelle auto o anche negli smartphone.

Tradotto: i satelliti lanciano continuamente segnali con il proprio “nome” e l’orario di trasmissione, i ricevitori li catturano e confrontano con il proprio tempo. Ecco da dove arriva questo “ritardo”: è la percorrenza del segnale.

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Altra discrepanza: quella fra il segnale inviato dal satellite e l’ora lanciata dall’orologio terrestre attualmente di riferimento, quello Utc lanciato dagli orologi atomici di Parigi: “Per le applicazioni di altissima tecnologia, come le misure di fisica delle particelle, tempi come questi non sono per niente trascurabili, anzi – spiega al Sole 24 Ore Patrizia Tavella dell’Inrim – “ma può essere un problema serio anche per applicazioni molto più vicine alla nostra vita di tutti i giorni, come l’atterraggio di un aereo o l’attracco di una petroliera in porto“. Per capirci:

Ma quale ruolo ha Torino in tutto questo meccanismo? Confronta gli orologi atomici di mezza Europa,sintetizzando con l’orario il più “perfetto” possibile. “Che tutto funzioni così bene, a essere sinceri, anche a noi ogni tanto sembra quasi un miracolo” conclude Tavella

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