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Una notte al museo… da incubo.

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La notte dei musei Torino 2013
La notte dei musei Torino 2013
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La sera del 18 maggio, in occasione della Notte dei Musei, è stato possibile visitare in un orario insolito la maggior parte dei musei e dei palazzi cittadini.

Il sito del Ministero per i Beni e le attività culturali parlava chiaro: apertura straordinaria per Palazzo Carignano, dalle 18 alle 24, con ingresso gratuito.

Un’ occasione per visitare sia la struttura, sia il Museo del Risorgimento rinnovato per Italia 150.

A quanto pare, però, la visita è stata tutt’altro che piacevole. Chiara O., studentessa, ha tentato la visita: “Ci hanno fatto entrare alle dieci meno un quarto, facendoci pagare un biglietto di due euro e cinquanta, contrariamente a quanto indicato sul sito”.

Il giro del Palazzo, inoltre, è stato poco confortevole. “Entrati alle dieci, non abbiamo avuto nessuna informazione sulla durata del percorso – continua Chiara – ma pensavamo di avere a dispisizione due ore”.

Invece, a quanto pare qualcuno aveva fretta. “La visita era senza guida, ma alle undici circa due dipendenti del Museo hanno cominciato a seguirci: spegnevano le luci mentre alcuni di noi erano ancora nelle sale e ci costringevano a passare rapidamente da una sala all’altra. Siamo usciti poco dopo le undici, senza fermarci neppure nelle ultime stanze”.

Torino una notte al museo... da incubo.

Altre strutture avevano indicato sul sito ministeriale sia il tempo necessario per la visita, sia l’orario dell’ultimo ingresso: è chiaro che Palazzo Carignano non ha rispettato quanto detto al momento della promozione della serata.

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Utilizzando queste maniere spicce , la Notte dei Musei diventa inutile.

Dovrebbe essere il momento ideale per promuovere la cultura e le strutture tra i cittadini, non una perdita di tempo per i dipendenti di un Museo che ha l’occasione di autopromuoversi.

Non sappiamo se i ragazzi che lavorano a Palazzo Carignano siano stati costretti a fare gli straordinari, se fossero pagati o chissà cos’altro: quello che è certo è che, se si lavora per la cultura, in una circostanza del genere bisogna fare buon viso a cattivo gioco.

I visitatori sono il maggiore sostegno per i Musei e per i loro dipendenti in un momento critico come questo, ma l’appoggio si guadagna anche dimostrando amore per il proprio lavoro

 

Giulia Ongaro



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