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L’Associazione Culturale Fools

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L'Associazione Culturale Fools Torino
L'Associazione Culturale Fools Torino

L’Associazione Culturale Fools  nasce nel 2005 su iniziativa di alcuni allievi dell’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio D’Amico, dalla quale è patrocinata, in collaborazione con Martina Spalvieri, attrice e pianista diplomata al Conservatorio di Santa Cecilia.

Dal 2006 svolgono un’intensa attività formativa, suddivisa per attori (aspiranti e professionisti), musicisti e cantanti lirici e presso le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado.

Nel 2007 vincono il premio “Nuove Sensibilità” come migliore compagnia emergente al Teatro Festival Italia, con lo spettacolo Oh Happy Day, di Giorgio Spaziani.

Al loro attivo hanno oltre dieci spettacoli prodotti tra classici, commedia dell’arte, drammaturgia contemporanea, teatro di strada, teatro ragazzi, teatro musicale, varietà.

La filosofia della Compagnia è spiegata in queste righe:

“…Quando mettemmo su la compagnia dei Fools non fu per una scelta estemporanea, ma fu perché, un po’ per caso un po’ per destino, ci ritrovavamo a lavorare sempre insieme. Fu perché a tutti piaceva come lavoravamo insieme, fu perché venivamo quasi tutti da una realtà di gruppo come l’Accademia, fu perché eravamo nauseati dall’idea dell’attore mercenario, che presta il suo mestiere a progetti di cui non condivide contenuti e risultato, fu perché volevamo tutelare il nostro percorso di studio, ricerca e formazione, fu perché volevamo creare un luogo dove l’artigianato teatrale, onesto e faticoso, fosse il mezzo per costruire storie e spettacoli, e pazienza se non girano tanti soldi, fu perché in scena volevamo continuare a giocare, fu perché avevamo molte cose da dire e tuttora le abbiamo. Così fu, ed oggi è…”

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Dall’autunno 2012 la compagnia ha deciso di trasferirsi a Torino e, lo scorso 13 maggio, è andata in scena al Teatro Giulia di Barolo, con lo spettacolo “Le allegre signore di Windsor”, commedia musicale alla maniera dei comici dell’arte, che ha visto in scena Massimiliano Cutrera, Augusta Balla, Luigi Orfeo (nella doppia veste di attore e regista), Stefano Sartore, Martina

Spalvieri (che si è occupata anche delle musiche) Jessica Ugatti, Francesco Zinnamosca.

Lo spettacolo utilizza gli stessi espedienti lo stesso linguaggio diretto e immediato della Commedia dell’Arte, ricorrendo anche all’utilizzo delle maschere quali archetipi di alcuni personaggi che caratterizzano la società.

Un ulteriore legame tra la commedia di William Shakespeare e lo stile della Commedia dell’Arte è riscontrabile nell’utilizzo della musica: prologhi, dichiarazioni, commenti ed intere scene, traducono il parlato in cantato, utilizzando la musica come strumento per catalizzare l’attenzione del pubblico e come veicolo immediato di emozioni e ulteriore virtuosismo degli attori, come nella migliore tradizione della Commedia dell’Arte.

Inoltre, un prologo avverte gli spettatori che gli attori dovranno necessariamente ricoprire più di un ruolo durante la commedia, dunque è compito del libero vagare della fantasia del pubblico la comprensione delle situazioni e dei messaggi che contengono.

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Ma quando sul palcoscenico si vedono attori bravi e completi, capaci di recitare, indossare, maschere, compiere acrobazie e suonare chitarra, violino, fisarmonica e addirittura una sega elettrica, non ci si dovrebbe stupire, ma per prima cosa reagire nella maniera più calorosa possibile, come in effetti è avvenuto nella sala torinese.

Non capita così spesso, infatti, di ammirare attori anche bravi che però siano in grado di fare tutto, passeggiando disinvoltamente dalla Commedia dell’Arte all’ironia più sagace, dalla musica più colta, fino alla parodia in stile Sorelle Marinetti e Oblivion. Merito anche della piacevole regia, priva di sbavature, firmata da Luigi Orfeo.

Un paio di curiosità sullo spettacolo: le scene e i costumi dello spettacolo sono stati gentilmente concessi dalla Compagnia Glauco Mauri e Roberto Sturno.

I due attori, in scena al Teatro Carignano di Torino fino al 19 maggio con lo spettacolo “Quello che prende gli schiaffi”, erano presenti in sala ad applaudire i giovani colleghi. L’allestimento è fresco vincitore del primo premio al Festival TeatrOfficina (Concorso nazionale per artisti e compagnie emergenti) di Settimo Milanese.

r.mazzone@mole24.it

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