Home Territorio Il primo stadio privato d’Italia non è della Juve, ma della Reggiana

Il primo stadio privato d’Italia non è della Juve, ma della Reggiana

592
SHARE
Granillo Reggiana primo stadio privato d'Italia
Granillo Reggiana primo stadio privato d'Italia

Lo Juventus Stadium è il primo stadio di proprietà di una società di calcio, costruito interamente con fondi privati? Assolutamente no.

Il primato appartiene allo stadio di Reggio Emilia, casa della Reggiana e  stadio casalingo del Sassuolo.

Nel 1994, per fare fronte all’inadeguatezza dello stadio comunale Mirabello, la Reggiana e il suo amministratore delegato Franco Dal Cin caldeggiarono la realizzazione di un nuovo impianto in periferia (il Mirabello era in pieno centro).

I fondi necessari alla costruzione furono interamente erogati da privati e, caso finora unico nella storia del calcio italiano, buona parte di questi proveniva da 1.026 tifosi dei granata d’Emilia che decisero di sottoscrivere abbonamenti pluriennali. Furono sufficienti otto mesi per costruire un piccolo gioiellino all’inglese con 20mila posti.

A differenza dello Juventus Stadium lo stadio di Reggio Emilia trovò subito un nome grazie alla sponsorizzazione della principale azienda lattiero casearia del comune emiliano, la Giglio.
Per uno strano incrocio del destino la partita inaugurale fu giocata proprio con la Juventus il 15 aprile 1995.

stadio Granillo Reggiana primo stadio privato d'Italia

Lo stadio Giglio si presentava come un impianto all’avanguardia che grazie alle sue dotazioni anticipava di molti anni i tempi. Ancora prima dei recenti decreti del governo sulla sicurezza l’accesso al Giglio era regolato da tornelli.

L’impianto era poi dotato di un servizio di telecamere a circuito chiuso, panchine riscaldate con linea telefonica dedicata e addirittura un apparato moviola.

Per i tifosi vip erano stati previsti palchi con minibar e televisori e la società sportiva aveva ideato uno strumento per la vendita dei biglietti che in parte anticipava l’attuale tessera del tifoso.

Dieci anni dopo, nel 2004, l’area attorno allo stadio ha visto sorgere centri commerciali, aree per il tempo libero e lo svago.

Negli anni successivi ha avuto termine la sponsorizzazione della Giglio, lo stadio è stato ribattezzato Reggio Emilia Città del Tricolore e la Reggiana è passata attraverso turbolente vicende societarie finendo in Lega Pro.

Resta però un primato che non potrà essere cancellato e che impedisce alla Juventus di essere anche la prima squadra di serie A ad avere un impianto di proprietà; la Reggiana, in quegli anni, militava proprio nella massima serie del nostro campionato.

Alessandro Porro

(Clicca qui per seguirci anche su Facebook!)

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here