Home Cronaca di Torino Filadelfia: il progetto c’è, ma i tifosi non sono troppo convinti

Filadelfia: il progetto c’è, ma i tifosi non sono troppo convinti

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Filadelfia: il progetto c'è, ma i tifosi non sono troppo convinti
Filadelfia: il progetto c'è, ma i tifosi non sono troppo convinti

In principio mancava la volontà di ricostruirlo, poi si aggiunse (NON “sostituì”, ma si aggiunse) l’ovvio problema dei soldi ed infine si mise in mezzo la tristemente nota burocrazia italiana.

Stiamo parlando dello stadio Filadelfia, vero cruccio del popolo granata, costretto da oltre 15 anni ad inseguire false promesse e vane speranze nel totale silenzio o palese malafede dei media locali.

Dopo innumerevoli ostacoli e cambi di rotta, la Fondazione per il Filadelfia ha approvato con tre voti favorevoli ed un astenuto i disegni e le planimetrie da presentare entro metà mese al Sindaco Fassino per l’autorizzazione a procedere con i lavori da inizio 2014.

Filadelfia: il progetto c'è, ma i tifosi non sono troppo convinti

Il progetto dello studio pinerolese “Abcc Architetti” prevede la costruzione di due campi di allenamento regolamentari (105x68m) per la prima squadra e le giovanili, con tecnologie di irrigazione e drenaggio all’avanguardia, ma la romantica, nonché simbolica possibilità di mantenere la stessa terra originale su cui giocavano i Mazzola, i Pulici ed i Ferrini.

Al di sotto dei campi e delle tribune da 4.000 posti si troveranno gli spogliatoi, la palestra e persino una piscina per la riabilitazione, come espressamente richiesto dal Torino FC, mentre dal lato di via Giordano Bruno sorgerà la nuova sede societaria con annesso museo.

Filadelfia: il progetto c'è, ma i tifosi non sono troppo convinti

Questo nelle intenzioni dei progettisti che si sono però dovuti scontrare con la dura realtà dei fatti: una cittadella granata come quella appena descritta verrebbe a costare tra i 12 ed i 15 milioni di euro, ma il budget previsto per la ricostruzione raggiunge a malapena gli otto milioni (3,5 milioni dalla Regione, 3,5 dal Comune, 1 dal Torino) che, ricordiamolo ancora, non sono soldi dei contribuenti, ma denari ricavati dalla vendita di alcune aree commerciali e già incamerati dall’erario comunale.

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Da qui la scelta di dare precedenza ai primi due lotti, quelli destinati ad attività sportiva e di lasciare in stand-by il terzo, quello del museo ed eventuali attività commerciali annesse.

I fondi per quest’ultima sezione sarebbero poi da reperire a lavori iniziati e, probabilmente, anche i tifosi sarebbero chiamati a fare la loro parte con una colletta.

Filadelfia: il progetto c'è, ma i tifosi non sono troppo convinti

Tutto risolto?

Ovviamente no. Le incognite circa l’approvazione da parte delle autorità rimangono alte, la società del presidente Cairo sembra sempre più assente e disinteressata al progetto e le strutture iper moderne prospettate dagli architetti non rispettano quella tradizione che le associazioni di tifosi chiedevano a gran voce fin dal principio.

La tribuna centrale, per esempio, non mantiene né lo stile, né i materiali del vecchio Filadelfia, capolavoro ingegneristico dell’epoca; le gradinate sugli altri tre lati del campo si riducono a quattro file di spettatori, facendo assomigliare il tutto più ad un campo di infima categoria che ad un centro sportivo in piena regola.

Da ultimo non piace l’ingresso, dove, per spirito di modernizzazione, sono stati sradicati gli unici due simboli intoccabili di questi anni: lo storico portone e la stele con il simbolo della società.

progetto stadio Filadelfia Torino

Il “nuovo” Filadelfia non ha la prestesa di essere stadio per le partite della prima squadra, questo aspetto è chiaro a tutti, ma, almeno nelle intenzioni, dovrebbe rappresentare il simbolo della rinascita del popolo granata e di quello spirito tremendista che ha reso Invincibili i suoi giocatori. Difficile dunque scendere a compromessi, anche se alcuni tifosi, spaventati dal veder nuovamente svanire questi primi passi concreti, preferirebbero continuare su questa strada al cinico grido di “meglio che niente”.

Come la storia di questo monumento del calcio italiano e mondiale insegna, il cammino per restituirgli dignità e nuovo splendore è ancora lungo, ma tutti coloro che sanno cosa ha rappresentato in passato dovrebbero sperare che questa sia davvero la volta buona.

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M.P.

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