Home Cronaca di Torino 5xmille: la solidarietà che passa dalle tasse.

5xmille: la solidarietà che passa dalle tasse.

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Puntuale come ogni ricorrenza che si rispetti è arrivato il temuto e tanto odiato periodo della dichiarazione dei redditi. Insomma il momento in cui CAF, commercialisti e contabili lavorano a più non posso per le tasse dei milioni contribuenti italiani.

Ovviamente, non sarebbe banale scrivere delle polemiche politiche che ruotano intorno al pagamento delle tasse – vista l’alta evasione fiscale che ammorba le casse statali- e all’alta pressione fiscale che colloca l’Italia in cima a questa infausta classifica.

C’è un aspetto positivo che lascia meno l’amaro in bocca in questo periodo: il 5xmille.

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Comparso per la prima volta grazie alla legge finanziaria del 2006, dà la possibilità di devolvere una parte della propria Irpef – che si pagherebbe in ogni caso – ovvero lo 0,5%, ad un’associazione di volontariato, Onlus, ente di ricerca o qualunque istituzione senza scopo di lucro – Università e musei compresi.

Dal 2006 ad oggi, la normativa ha subito variazioni e aggiornamenti, sono state inserite alcune limitazioni – come il tetto di 400 milioni di euro per i destinatari del 5xmille. Ma ci sono anche elementi positivi come l’inserimento di alcune categorie destinate a questo tipo di donazione, non solo più attività sociali ma anche mirate alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale e artistico.

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Senza dubbio si tratta di una boccata d’aria fresca per alcune attività ed associazioni con le casse sempre più vuote e, da parte dei contribuenti, la sensazione che le tasse – anche se in misura limitatissima – siano in qualche modo utili alla comunità civile.

In tutto questo panorama a dir poco dorato, almeno sulla carta, possiamo individuare alcune note stonate. Da una parte la pubblicità pressante da parte di qualunque ente e organizzazioni destinatari per legge dei soldi – dove ovviamente chi ha più risorse e popolarità, vince – e dall’altra una sorta di ignoranza da parte dei contribuenti che, se non particolarmente sensibili al tema, rischiano di non devolvere tali importi a nessun ente specifico lasciandoli allo Stato. Che non ci sarebbe nulla di male se non la tanto temuta dispersione di risorse.

Insomma, quando i soldi da sborsare aumentano e le ore di sonno degli italiani diminuiscono, qualcosa di positivo possiamo trovarlo: pagare le tasse è necessario oltre che un dovere, almeno sapere che possiamo aiutare qualcuno direttamente ci fa vedere il panorama fiscale di una tonalità grigio scuro anziché color nero pece. O almeno proviamoci.

Un piccolo appello: rivolgiamo il nostro sguardo magari anche a piccole realtà locali.

Tutti noi conosciamo direttamente o indirettamente qualcuno che pratica volontariato o che collabora con gruppi, enti ed associazioni che, a vario titolo e nei settori più disparati, aiutano il prossimo, tutelano l’ambiente e gli animali o conservano l’immensa cultura che ci circonda, e portano avanti uno dei più grandi patrimoni italiani: la solidarietà.

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Fidiamoci di loro, diamo loro un aiuto al 5 permille.

Giulia Copersito



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