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Torino 1° maggio: una festa che non ci è piaciuta

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Primo maggio corteo Torino
Primo maggio corteo Torino

Un clima torrido, a tratti incandescente e sempre sul punto di degenerare quello nel quale si è svolto il tradizionale corteo del 1° maggio.

Se fortunatamente, non ci sono stati gli incidenti temuti alla vigilia non sono mancate le contestazioni all’indirizzo soprattutto del Pd, del sindaco Fassino e del governatore Cota.

Torino 1° maggio: una festa che non ci è piaciuta

Il bersaglio scelto dagli strateghi del disordine di piazza era lo spezzone del corteo occupato dal Partito Democratico.

Un gruppuscolo di soliti noti appartenenti al mondo dell’autonomia, con il volto nascosto dietro le maschere di V per Vendetta (a proposito, ma in questo Paese non è reato andare in giro a volto coperto?) ha cercato di gettare scompiglio in un corteo tradizionalmente dedicato ai temi del lavoro e dei diritti dei lavoratori.

Il Pd è stato accolto da slogan come <Fuori il Pd dal corteo>, <Inciucio>, <No alla casta> e subito dopo i militanti del Partito Democratico sono stati bersagliati da uova di vernice nera.

Soltanto l’imponente cordone di polizia ha evitato il peggio e soprattutto che il servizio d’ordine del Pd e i facinorosi arrivassero alle vie di fatto.

Non soddisfatti, gli autonomi hanno portato in corteo uno striscione con le foto di Luigi Preiti – l’uomo che domenica scorsa davanti a Palazzo Chigiha sparato a due carabinieri, ferendone gravemente uno – accostata alla foto de due coniugi di Macerata che si sono tolti la vita per la crisi e corredato dalla scritta <1° Maggio per voi – la crisi uccide>.

Torino 1° maggio: una festa che non ci è piaciuta

In mezzo al corteo è ricomparsa una bandiera con la stella a cinque punte, retaggio di un passato che gli autonomi forse conoscono solo dai libri di storia e che l’Italia ma soprattutto Torino speravano di essersi lasciati alle spalle.

Giunti in piazza San Carlo alcuni dei mascherati sono saliti sul palco delle autorità srotolando lo striscione che recitava <Casa, reddito, trasporti, salute, riappropriamoci dei nostri bisogni>. Terminata la messinscena gli autonomi hanno preso la strada di Porta Nuova per salire su un treno e scortare i rifugiati nelle palazzine dell’ex Moi occupate alcuni giorni fa.

Contestazioni al Pd, in toni più civili, sono però arrivate anche da comuni cittadini lungo il percorso del corteo, segno che l’accordo per il governo di larghe intese non è andato giù nella rossa Torino e che il Partito Democratico viene ritenuto uno dei maggiori responsabili della situazione.

Anche il sindaco Piero Fassino ha fatto fatica a terminare il suo intervento dal palco, tra una bordata e l’altra di fischi provenienti da diversi angoli di piazza San Carlo e non solo dalle frange di estremisti.

Torino 1° maggio: una festa che non ci è piaciuta

 

Certo, poteva andare anche peggio come a Napoli dove le intemperanze degli antagonisti (sempre loro) hanno portato alla sospensione del concerto nei pressi della distrutta Città della Scienza ma poteva anche andare meglio, senza evitabili contestazioni da parte di chi non ha nemmeno il coraggio di manifestare le proprie idee mettendoci la faccia.

Intanto in Valsusa sono comparsi volantini di solidarietà a Preiti che probabilmente faranno sentire meno solo il consigliere comunale torinese del Movimento 5 Stelle Vittorio Bertola che domenica scorsa ha affidato a Facebook un infelice commento in cui sosteneva che l’attentatore di Roma avesse fatto quello che in realtà tanti italiani pensano di fare.

I tazebao intitolati “Gli spari sopra”, probabilmente confezionati dagli anarchici, sono comparsi sui muri di Bussoleno. <Luigi Preiti ha semplicemente fatto quel che tutti dicono in ogni buon bar d’Italia – recita il volantino – lui ha solo accorciato la distanza tra il dire e il fare. Non è un gesto sorprendente. Quel che è davvero sorprendente è che sia un gesto isolato>.

 

 Alessandro Porro

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