Home Enogastronomia Pinerolo: una bella storia di birra “cassaintegrata”.

Pinerolo: una bella storia di birra “cassaintegrata”.

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In occasione del Primo Maggio è d’obbligo raccontare storie di lavoratori. E questa settimana andiamo a Pinerolo. Partiamo come sempre dalla ristorazione e dalle curiosità culinarie del Nuovo ed eclettico Pub Remember in Piazza San Donato, una delle piazze centrali e più belle di Pinerolo: non la solita birreria ma qualcosa di più e per tutte le età, anche per i non più giovani.

Arredo moderno e un po’ pop, dove puoi gustare succulenti piatti a numerosissime birre di produzione artigianale: dalle acciughe al verde al tomino del Talucco stagionato al pepe, dall’antipasto piemontese al classico salame e burro; non mancano anche piatti caldi come la salsiccetta. E direttamente dal Trentino per i vostri palati troverete qualche specialità come i canederli di “speck alla delizia”, la zuppa di fagioli con orzo e farro e bacon croccante della foresta nera con piselli. Sperimentare  il mohito analcolico o quello caldo per le sere freddolose è vivamente consigliato.

La protagonista del locale è indiscutibilmente la birra che qui accompagna ogni delizia preparata con cura: la proposta è ricchissima, e sono presenti birre per ogni palato esperto.


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Ma andiamo indietro nel tempo a riscoprire le origini di tutto ciò.

Il Birrificio Pinerolese nasce nel 2007 dalla passione di Michele Santi, che produceva le sue birre in garage in maniera artigianale, poi con l’arrivo della crisi nel settore della metalmeccanica due amici di Michele, i fratelli Beppe e Mario Allasia si trovano in cassa integrazione, così tra periodi di lavoro e non, decidono di seguire la loro passione e la loro voglia di reinventarsi e investono sulla birra gettandosi nell’avventura dell’amico Santi. Comprano le strumentazioni, producono la birra, girano le fiere e le feste di paese spillando per i compaesani. Producono una specialità dopo l’altra.

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Prima fra tutte una birra a bassa fermentazione ispirata alla tradizione renana della città di Dortmund. Chiara, dal colore limpido, con un gusto rotondo.

La seconda è la specialità Ker ad alta fermentazione ispirata alla più classica tradizione birraria britannica, rossa e molto profumata. E intanto l’azienda metalmeccanica dove gli Allasia lavoravano chiude a San Secondo di Pinerolo nel 2011: a questo punto loro continuano imperterriti nella loro avventura di produttori di birra, vengono contatti da Sloowfood, creano la birra alle mele tipica della tradizone cavourese (Tutto Mele) producendo così qualcosa del territorio e per il territorio. Michele Santi è il mastro birraio, le etichette, i cui personaggi sono cittadini che abitano la città quotidianamente, vengono disegnate da un grafico locale. Ecco quindi comparire sulle birre ritratti di gente comune che sanno raccontare storie incredibili e ci regalano uno spunto per vivere questo Primo Maggio con uno slancio di speranza.

Forse non ci servono più le grandi aziende rassicuranti e omologanti, ma un lavoro più fatto su misura d’uomo.

Valeria Saracco

Vieni a trovarmi su www.duecuoriunaforchetta.com

 

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