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Primo Maggio a Torino: tra straordinario e ordinario.

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Primo Maggio a Torino: tra straordinario e ordinario.
Primo Maggio a Torino: tra straordinario e ordinario.
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Anche quest’anno è arrivato il Primo Maggio, festa che ha l’onore e l’onere di celebra il lavoro e i lavoratori.

Quanto mai anacronistica in un’Italia in cui il lavoro scarseggia e i lavoratori sono sempre meno, ma quanto mai indispensabile.

La ricorrenza trae le sue origini negli USA, terra di libertà e di occasioni, ed in particolare ricorda le battaglie operaie per ottenere l’orario fisso di otto ore della giornata lavorativa.

Siamo nella seconda metà dell’800: un’altra epoca, forse un altro mondo.

Tempi lontani, forse, ma più per i diritti che si ottenevano che per le battaglie.

Nell’era in cui firmiamo petizioni online, protestiamo tramite forum sulla rete e, comodamente da casa nascondendoci dietro un nickname, ci proponiamo come paladini di una giustizia che i nostri nonni facevano valere a viso aperto nelle piazze.


Primo Maggio a Torino: tra straordinario e ordinario.

Ovviamente i tempi cambiano e la capacità – o forse la necessità? – di combattere a viso aperto è passata – o forse ci hanno insegnato cosi.

E in un mondo in cui vince il benessere sulla consapevolezza dei nostri diritti, vince la lamentela sulla volontà di protestare, il Primo Maggio – le lettere maiuscole non sono casuali – ci ricorda che probabilmente qualcosa ancora da fare ci sarebbe. C’è.

Si tratta, ormai, più di un’occasione per le prime gite fuori porta, se siamo fortunati per un lungo ponte e, approfittando di qualche giorno libero, per un piccolo viaggetto – cosa quasi impossibile in tempi di crisi.
Certo, festeggiamo come ci pare e piace ma una piccolo pensiero a chi combatteva più che lamentarsi è doveroso.

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Le iniziative, a Torino, non sono moltissime: un corteo dei sindacati, un concerto – molto lontano dal noto concertone romano – e poco altro.

Ma fortunatamente, oltre ai sindacati – che per la loro stessa ragion d’essere devono ricordare questa ricorrenza – anche altri pensano alla festa dei lavoratori.

È la GiOC, Gioventù Operaia Cristiana, un’associazione che si dedica alla formazione e al lavoro giovanile e che svolge un ruolo importante nello scarso programma del Primo Maggio torinese.

Primo Maggio a Torino: tra straordinario e ordinario.

Quest’anno la location scelta è piazza Madama Cristina, cuore di San Salvario, quartiere emblema dei giovani e della multiculturalità dove si incontrano disagio sociale e voglia di cambiamento, innovazioni artistiche e scambi di una cultura sempre alla ricerca di nuovi orizzonti. Luogo in cui i tanto decantati rinnovamento e integrazione trovano terreno fertile per crescere.

Si inizia, stasera 30 aprile, con la realizzazione di alcune interviste e un guerrilla marketing per promuovere le iniziative della giornata successiva.

Il tutto troverà il suo culmine nella giornata di mercoledì  1 maggio, con la partecipazione al corteo dei Sindacati  da Piazza San Carlo, un pranzo tutti insieme proprio nella piazza del mercato di San Salvario con l’accompagnamento di concerti e dj set.

Un Primo Maggio giovane, cittadino e completamente gratuito.

Per una gita fuori porta in città, per una consapevolezza maggiore di quello che è un diritto costituzionale – il lavoro-, per prendere la rincorsa dal passato rivolgendosi verso un futuro che guardi ai giovani, in modo semplice.
Difficile, o pura utopia, pensare al Primo Maggio come una festa straordinaria e al lavoro come qualcosa di ordinario?

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Giulia Copersito

 



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