Home Spor-to Il Toro ed il derby: la solita storiaderby.

Il Toro ed il derby: la solita storiaderby.

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Toro 0 juve 2 derby Torino 2013 Seria A tim 2013
Toro 0 juve 2 derby Torino 2013 Seria A tim 2013

Nemmeno la Legge dei Grandi Numeri è amica del Toro: quel mancato successo nel derby che, ormai, è diventato maggiorenne, che “prima o poi dovrebbe arrivare”, non è arrivato. Quel gol che manca dal 2002, e che nell’era Cairo non è mai arrivato in una stracittadina, continua a mancare. Risultato: il Torino ha perso l’ennesimo derby.

Di fronte a una Maratona presente, ma non così torrida come ci si aspettava, e sotto una fastidiosa pioggia battente, arriva l’ennesimo schiaffone per i granata, e arriva sempre agli sgoccioli. Stavolta l’undici di Ventura pensava di aver arraffato almeno il punticino, ma, come in Bill Murray in “Ricomincio da capo”, si è vissuto l’ennesimo Giorno della Marmotta (gol nel finale, gol da fuori area) che ha reso un pomeriggio noiosetto e, tutto sommato, tranquillo, un’altra stazione di un’intollerabile Via Crucis. La differenza è che nel film di Bill Murray, almeno, la situazion, dopo un po’, migliorava.

Qui no. E il fatto che, almeno, i “cugini” non abbiano festeggiato lo scudetto all’Olimpico, finisce con l’essere una magra consolazione.

 

Toro 0 juve 2 derby Torino 2013 Seria A tim 2013

La partita è stata oggettivamente brutta, con la Juventus che, come nelle ultime partite di campionato, ha preferito allo spettacolo la concretezza. I bianconeri, molto pericolosi nella parte centrale della prima frazione, nel secondo tempo hanno tenuto il pallino del gioco costantemente, ma senza pungere, complice qualche centrocampista un po’ appannato.Poi, dopo una chance malamente sprecata da Pogba, migliore in campo, ha pescato il jolly con Vidal all’86’ dai venti metri e raddoppiato, dopo il “rosso” a Glik, con Marchisio, di testa, sugli sviluppi di una punizione.

Il Toro è piaciuto in avvio, ma, soprattutto, nella fase finale del primo tempo, con Meggiorini a soffocare Pirlo e con un Santana tonicissimo e vicino al gol. Nella ripresa, con Gazzi e Basha spolmonati, ha dovuto contenere, riuscendo di rado a ripartire, e, quindi, ha entusiasmato meno. Rimane il rimpianto enorme di non aver sfruttato al meglio Cerci, che, nel finale, con un paio di volate delle sue ha messo in crisi la difesa ospite.

 

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Da un suo centro nasce l’occasione più nitida per il Toro: Jonathas, in posizione probabilmente irregolare, e tirato per la maglia da Bonucci, non l’ha sfruttata. Doppio errore: offside non segnalato, ma, visto che prosegue, rigore ed espulsione non visti.

Al di là dell’episodio controverso, Bergonzi, personalmente apprezzato in altre circostanze, non ha convinto per la gestione di falli e cartellini, soprattutto nei confronti di Lichsteiner. Ci sta, invece, la seconda espulsione di Glik in due derby, anche se Quagliarella, eufemisticamente, accentua molto nella seconda circostanza.

Fin qui la partita. Adesso bisogna guardarsi nelle palle degli occhi e dirsi la verità: il Toro rischia seriamente di retrocedere. Quei gol presi nel finale che venivano esibiti quasi come medaglia (“ah, se le partite finissero all’80’…) hanno ammazzato una stagione e ora rischiano di comprometterla. Quelle reti da fuori area che fanno alzare gli occhi al cielo e pensare “ma solo con noi capitano queste cose”, continuano ad arrivare. Segno che le contromisure non sono ancora state prese e che, se prese, non sono efficaci.

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Dopo tre ko consecutivi, tutti e tre evitabili guardando allo svolgimento delle gare, la zona calda dista quattro miseri punti e, con la San Siro rossonera che aspetta l’undici di Ventura, la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare, soprattutto nei confronti del Genoa, che domenica ospiterà il Pescara. Nelle menti dei tifosi inizia a farsi l’idea perversa della retrocessione per il punto di penalizzazione gentilmente omaggiato da Pellicori, una retrocessione da evitare a tutti i costi, perché avrebbe l’effetto di ammazzare definitivamente il Toro o quel poco del Toro che resta.

Non lo merita l’ambiente, non lo meritano nemmeno i giocatori. In queste ultime quattro gare, serviranno come il pane i recuperi di Birsa e, soprattutto, Brighi, per dare quel minimo di qualità e imprevedibilità necessarie alla mediana. L’assenza di queste due pedine ha coinciso con l’inizio dello psicodramma collettivo che si sta vivendo dal 3-5 contro il Napoli, la speranza è che il loro recupero faccia ripartire la corsa verso la salvezza.

E sperando che qualcuno, in società, quando tutti dicono che al Torino mancano un paio di pedine importanti, presti orecchio e non faccia spallucce, perché le lacune, se trascurate, si pagano a caro prezzo. E il Toro le sta pagando.

 

Francesco Bugnone

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