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Juve e Toro alla prova dei fatti: inciviltà e menefreghismo

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derby Torino aprile 2013
derby Torino aprile 2013

Quattro giorni al derby, ma non parleremo di calcio. O meglio, non parleremo della partita in sé, attesa dai supporter bianconeri per provare a vincere lo scudetto e dai tifosi granata per agguantare finalmente la meritata salvezza.

Vorremmo invece mettere l’accento su due polemiche meno pubblicizzate in seno alle due società cittadine.

La prima notizia riguarda la Juventus, nello specifico una corposa minoranza dei suoi più accaniti sostenitori. Ebbene, da quando è stato inaugurato il modernissimo impianto dello Juventus Stadium (8 settembre 2011), i residenti di corso Grosseto si sono dovuti abituare, loro malgrado, ad avere i portoni e i muri dei loro condomini insozzati dai bisogni di decine di tifosi accorsi per le partite domenicali.

derby Torino aprile 2013

 

Quando i pullman dei club o del trasporto pubblico scaricano ad ondate i supporter della Vecchia Signora nei pressi dello stadio, molti di loro pensano bene di svuotarsi la vescica dopo il “lungo” viaggio e, senza pensarci due volte, utilizzano come toilette private i marciapiedi e le aiuole delle case sul corso. Sono mesi che la storia si ripete e gli abitanti hanno ormai perso la pazienza; prima hanno esposto lenzuola bianche ai balconi in segno di protesta, poi hanno tentato di scacciare i maleducati con urla e grida e infine si sono decisi a scendere in strada.

Caccia all’incivile dunque, ma il rischio di passare alle vie di fatto è alto ed in qualche occasione sono dovuti intervenire i Vigili Urbani per placare gli animi.

In Comune arrivano ogni giorno nuovi reclami e proteste dai cittadini esasperati, ma finora nulla è cambiato. Colpisce come gli juventini, giustamente orgogliosi del proprio stadio, prima ne infanghino il nome con i ripetuti episodi di cori razzisti ai danni di calciatori avversari di colore e poi non abbiano alcun rispetto per i dintorni dello stesso e trattino la zona come una latrina a cielo aperto.

Malcostume tutto italiano o egregi figli della celeberrima “mamma sempre incinta”?

La sponda granata del Po ha invece ben altre gatte da pelare in vista della partitissima di domenica.
La questione biglietti sta dividendo, e non poco, i tifosi del Toro tra coloro che giustificano i bassi dati di vendita con le prestazioni altalenanti di una squadra capace di far disamorare molti negli ultimi anni e i più intransigenti e radicali rappresentanti del tifo torinista, delusi dai propri fratelli di fede calcistica e amareggiati per il declino di un’idea di passione orgogliosamente sbandierata per decenni.

derby Torino aprile 2013
I freddi numeri raccontano che a meno di quattro giorni dalla stracittadina e dopo quasi una settimana di prelazione riservata esclusivamente ai tifosi di casa, gli unici settori esauriti sono la curva Maratona (in gran parte già riempita dagli abbonati) e la curva Primavera. Nemmeno troppi anni fa i biglietti per il derby  sparivano in poche ore, ma oggi, complici i prezzi ritoccati al rialzo e i pochi soldi rimasti nei portafogli dei torinesi, il tutto esaurito è una chimera. Il grande numero di tagliandi ancora a disposizione per la vendita libera darà modo a molti sostenitori bianconeri di accaparrarsi un posto, non solo nel settore dedicato agli ospiti , ma anche in Primavera, Distinti e Tribuna, fianco a fianco con i granata.
Sperando che domenica si giochi a calcio e non ci si debba preoccupare dell’ordine pubblico sugli spalti, il motto “Torino è stata e resterà granata” rischia di arrendersi all’evidenza dei fatti e rivelarsi lettera morta.

La tifoseria del Toro non è più quell’entità unica, sempre presente e talmente calda da ottenere il rispetto e l’ammirazione dai rivali di tutta Italia e di mezzo Vecchio Continente, ma si è adagiata anch’essa in poltrona, succube di un’idea di calcio televisivo e semi-distaccato propinataci dai media in tutte le salse.

Non è più necessario andare allo stadio per osservare da vicino i propri beniamini, con l’HD si possono vedere molto meglio da casa; non c’è motivo di andare a prendere del freddo o della pioggia per partite inutili contro squadre di media classifica, stando a casa posso vedermi tutto il campionato a soli 19 euro al mese;.

Non serve più conoscere a memoria la formazione che scenderà in campo, basta dire “io sono del Toro” su un forum e la coscienza è a posto. Gli ultras del Toro, ma anche i più moderati appassionati da tribuna sono di fronte ad una sfida di modernizzazione del pensiero: la loro squadra da anni non riesce a trovare una propria dimensione, incatenata ad un passato glorioso che distorce la percezione dei risultati degli ultimi periodi e ora è venuto il momento anche per i cuori granata di capire cosa vogliono essere

. Nostalgici da tastiera, perennemente insoddisfatti dei giocatori attuali e dunque auto-assolvibili per il minor attaccamento alla società attuale, oppure cuori caldi disposti a venire a patti con la storia e, nonostante tutto, ad emozionarsi ancora per poco?

La morale è presto fatta: qualsiasi risultato verrà stabilito dal prato dell’Olimpico, le due tifoserie sotto la Mole dovranno farsi davvero un bell’esame di coscienza.

Marco Parella

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