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Come la tecnologia sconvolge le strade di campagna

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Tecnologia vs campagna Torino
Tecnologia vs campagna Torino
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Un tranquillo pomeriggio di primavera, il sole scalda i filari di pannocchie ancora acerbe nei campi, l’asfalto surriscaldato crea miraggi là in fondo, dove la strada curva e scompare verso Pancalieri.

All’improvviso un frastuono fa alzare in volo i corvi, intenti a beccare il granturco: un trattore sferragliante con la sua aratro a rimorchio, probabilmente un contadino di Osasio che torna a casa dopo una mattinata nei campi, nulla di anomalo per l’estremo sud della campagna torinese.

Si presentava così fino a qualche anno fa la strada provinciale 147 che collega Osasio con Lombriasco e si biforca nel mezzo per raggiungere Pancalieri.

Un tranquillo scenario bucolico con poche auto di passaggio, quasi esclusivamente di residenti e un traffico pari a zero a qualsiasi ora del giorno.
Senonchè ad un certo punto gli abitanti dei tre paesini incominciano a vedere un numero sempre crescente di macchine di forestieri transitare su quei 12 chilometri scarsi di asfalto.

Auto al mattino, auto a mezzogiorno e auto alla sera, con l’aggravante dei camion, anch’essi spuntati d’improvviso da quelle parti.

Tecnologia vs campagna Torino

Gli abitanti delle frazioni circostanti si interrogano sull’accaduto e scoprono presto la causa di quell’inondazione di auto: il maledetto Gps ha scovato quella piccola e deserta strada di campagna e ora la offre ammiccante sui navigatori satellitari e sui telefonini di coloro che cercano un’alternativa alla trafficatissima statale 663 che collega parallelamente Torino e Cuneo.

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Un’invasione in piena regola, suggerita dalle voci robotiche dei Tom Tom e dalle immagini di Google Maps che mette ora a rischio l’incolumità degli automobilisti autoctoni.

Con l’aumento esponenziale del numero di veicoli infatti, sulla provinciale 147 iniziano a verificarsi numerosi incidenti. Qualche tamponamento, qualche utilitaria finita nei fossi ai bordi della carreggiata, ma soprattutto scontri dovuti al mancato rispetto della precedenza nell’unico incrocio degno di nota del percorso. Un incrocio semplice, a quattro direzioni, con le due biforcazioni della 147 che si incontrano quasi ad angolo retto ed uno “stop” diegnato sull’asfalto qualche decina di anni fa, ora sbiadito dalle intemperie.
Chi non è pratico della zona molto spesso non lo vede o decide consapevolmente di ignorarlo ed ecco che nelle ore di punta spesso succedono i patatrac.

Anche i sindaci capiscono che il problema è grave e chiedono un incontro con l’Assessore provinciale Alberto Avetta: ormai il danno è fatto, ma si cercano soluzioni per permettere una circolazione più fluida e soprattutto più sicura. L’idea più quotata è quella di una rotonda, ma, nell’attesa della sua costruzione, i cittadini vorrebbero almeno un semaforo, delle bande rumorose o dei dissuasori. Avetta prova a tranquillizzare tutti promettendo un miglioramento a breve termine della segnaletica orizzontale e verticale, con la possibile installazione di cartelloni luminosi.

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Nel frattempo, però, fra le spighe di granturco si corre ancora troppo forte.

 

Marco Parella



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