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Toro: le imprese non fanno per noi

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Fiorentina-Torino-serie-A-Tim-2012-2013
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C’era una volta il Torino dell’andata.

Spesso brutto a vedersi, con una circolazione della palla abbastanza lenta, che faceva giocare male l’avversario tentando di colpire alla prima opportunità, che faceva una fatica boia per segnare, ma, al tempo stesso, solidissimo dietro, coi centrali che non facevano passare quasi nessuno, con rischi pari a zero.

C’è adesso il Torino del ritorno.

Gioca bene, gioca meglio, crea, segna, dà l’impressione di poter far gol a chiunque, li fa e li fa belli, a volte bellissimi. Ma non sa più tenere il risultato, si fa infilare nei modi più beffardi, con una serie industriale di “gol della domenica” subiti, perde tre partite in cui segna tre reti, o, come a Parma, prende quattro gol dopo aver dominato fino al 70’ quando si è spenta la luce.

 

Fiorentina Torino serie A Tim 2012 - 2013

 

Il Dottor Frankenstoro potrebbe, apparecchiature alla mano, dare vita a una creatura mitica, con l’attenzione difensiva dell’andata e la bravura offensiva del ritorno: sarebbe un Torino da parte sinistra della classifica sicura, da imprese concretizzate e non solo sfiorate e poi buttate al vento.

Ma il dottor Frankenstoro, non esistendo, non può aiutare Ventura che dovrà cucire da solo queste due anime, per non rimettere in discussione una salvezza che sembrava acquisita, per migliorare una classifica bugiarda, ma al tempo stesso, con cui si deve fare amaramente i conti, per non uscire con le ossa frantumate da un derby tanto atteso, quanto temuto.

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A Firenze, contro i viola in lotta per la Champions League, il Torino manda in scena l’ennesimo psicodramma stagionale. In avvio, dopo una buona occasione non sfruttata da Cerci, va in scena un film dell’orrore, con l’undici di Ventura troppo brutto per essere vero e Gillet che sfiora palloni che entrano ugualmente: inizia con un pallonetto di Cuadrado, che festeggia con l’ennesimo, odioso, balletto, prosegue con una zuccata di Aquilani, finisce con una punizione di Ljajic. 33’ e sotto di tre, Della Valle in tribuna balla ed esulta, sembra l’inizio di una goleada.

 

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Poi Gillet tocca un altro pallone su tiro ravvicinato di Borja Valero, ma, stavolta, non finisce nel sacco: è una parata vera. E qualcosa cambia. Al 45’ Santana, tornato in versione funambolo come a Bologna, vola a sinistra e serve al limite Barreto, la cui conclusione, bella e precisa, riaccende una fiammella di speranza color granata.

Nella ripresa la fiammella diventa un incendio al 56’: al termine di una splendida azione corale (Santana-Barreto-Meggio-Santana), il fantasista argentino calcia dal limite e, complice la pesantissima responsabilità di Viviano, segna il gol del 2-3.

Per l’assalto finale, Bianchi e Jonathas entrano al posto di Barreto e Meggiorini: Rolando obbliga al miracolo Viviano, poi, dopo un’altra scorribanda di uno scatenato Cuadrado a lato di nulla, arriva il 3-3. Jonathas si conferma attaccante in grado di pressare e rubar palla, facendolo su Savic, e servendo Cerci che, dalla distanza, segna il secondo gol stagionale alla Viola, ed è una rete da cineteca.

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ACF Fiorentina v Torino FC - Serie A

 

A quel punto non sono pochi a pensare al colpaccio, una bestemmia al 33’. E, in contropiede, il “rischio” di crearsi l’opportunità del quarto gol c’è, ma Cerci spreca. E la partita gira.

La Fiorentina si ricorda di essere lei, e non il Toro, a doversi conquistare la Champions e preme, anche se priva della solita convinzione.

Ci pensa l’ennesima pazzia granata a riaprire tutto: con la difesa ospite piazzata malissimo, Ogbonna ancora una volta spaesato, Vives assente nei contrasti, Mati Fernandez fa filtrare per El Hamdaoui, D’Ambrosio interviene alla disperata, finendo con lo smarcare Romulo che ha gioco facile a battere Gillet.

 

ACF Fiorentina v Torino FC - Serie A

 

Ritorna il film dell’orrore del primo tempo: esultanze viola, balletti di Della Valle, Torino che deve anche subire l’espulsione di Darmian di Calvarese, inseguitrici che si avvicinano lentamente, ma inesorabilmente.

Gli exit poll delle prossime due partite potrebbero vedere ancora più in avvicinamento Palermo e Genoa, con cui si rischia un drammatico scontro diretto, ma, si sa, gli exit poll possono sbagliare. E, ogni tanto, sarebbe bello e giusto che sbagliassero in favore del Toro.

 

di  Francesco Bugnone


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