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Trattorie torinesi sotto il sole. Ecco dove mangiare di gusto

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Torino è specializzata in trattorie: più sono sgangherate più i torinesi ne sono attirati.

Ecco, in ordine, quelle più frequentate e meritevoli di essere scoperte. A San Salvario le piole stanno crescendo come i funghi, ma le più datate sono quelle di cui potersi fidare di più.

Iniziamo da Coco’s con i suoi tavolacci di legno, le foto delle vacanze alle pareti, la macchina delle noccioline, la musica italiana degli anni giusti e quella aria di bar anni 70.

La zuppa di verza ceci e costine di maiale la fa da padrone.

Ma la cotoletta alla Milanese è al secondo posto, servita con verdure di stagione provenienti dal vicino mercato di Piazza Madama Cristina.

foto (1)

Tre fratelli che si alternano tra la sala, il bancone e la cucina, ognuno con un ruolo ben preciso: tutto qui. E hai detto poco. La luce del sole dalle finestre conferisce sempre una luce cinematografica a questo luogo surreale, in cui non ci sono tovaglie, ma solo tovagliette di carta. Vino sfuso ma di quello buono e un’atmosfera indimenticabile.

foto (2)

Proseguiamo nella stessa via da “Alba“: qui lo scettro va alla finissima alla milanese con impanatura di grissini. Grandissima di dimensioni oltre piatto.

Trattoria a gestione famigliare di origine umbra. Moglie e marito si alternano tra cucina e la sala, il cibo è genuino e semplice e l’ambiente casalingo.

Girando da via Cagliari sulla destra in via Saluzzo all’inizio troviamo “Da Felice“, trattoria in cui i carciofi in pastella sono un vero e proprio cult.

Qui specialità del centro Italia come le lasagnette abruzzesi, la battuta di Fassone al coltello, le costolette di agnello, il cinghiale di antipasto e le patate fritte come se non trovano in tutta Torino.

Provatele. I dolci sono preparati dalla moglie e sono grandi e speciali.

foto (3)

 

 

Cambiamo quartiere e andiamo in Vanchiglia dove la trattoria “Ala” in via Giulio vanta per me il menù più ricco di tutte le trattorie. Sarde e acciughe fritte, polipo, e pasta fresca con i più svariati sughi di stagione. Cucina semplice ma ricca e succulenta, sempre pieno e sempre godereccio.

Se poi vogliamo fare un giro tra i sardi troviamo Trattoria Primavera, dove i culargiones alle patate con il sugo di pomodoro e malareddu con la salsiccia valgono la visita.

Ancora: Trattoria da Biagio in via Castelnuovo, buffet di verdure ricco, pane carasau e arrosticini di agnello. Un mirto di un produttore locale dolce come il miele, addolcito con il miele.

Un camino sempre acceso, tavoli e reti da pesca.

La cucina di “Lido” di Corso Novara 35, non è proprio una trattoria, ma qualcosa in più ma con i prezzi bassi ma la qualità di un ristorante di tutto rispetto. Il suo polpo alla griglia ha conquistato tutta Torino, con
i suoi modi gentili e la sua cucina semplice, ma menzione speciale va alle lasagne, ai ravioli fatti in casa, all’arrosto sino al caciucco.

Una finestra invece a Porta Palazzo si apre sulla Trattoria Valenza, dove se siete fortunati troverete sempre qualche anziano signore a suonare la chitarra, il papà che intrattiene i commensali con storie e frasi colorite e riceve regali dai pellegrini. Questi ultimi, però, sono cibi e chicche prelibate. I piatti sono rustici e della tradizione.

Troverete un ottimo carpione e i caponet più grandi al mondo, leggeri e giustamente dosati. L’arredo è di legno, e pare che magicamente tra i tavoli si inizi a chiacchierare amabilmente sul segreto del caffè della casa con la scorza di limone, che nessuno è mai riuscito a carpire.

Torino è un continuo emergere di trattorie, anche di molto antiche che riemergono con il tempo, ne potrei citare altre, ma non mancherò nelle prossime settimane di consigliarvele tutte.

Tempi di crisi? Tempi di trattoria, date retta.

 

Valeria Saracco

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