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Quando Torino scopre il Design: “una passione per Jean Prouvé.Dal Mobile alla Casa.La Collezione di Laurence e Patrick Seguin”.

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design Jean Prouvé Torino
design Jean Prouvé Torino

Dal 6 aprile scorso e fino all’8 settembre prossimo è in scena alla Pinacoteca Agnelli di Torino la mostra “Una passione per Jean Prouvé. Dal Mobile alla Casa. La Collezione di Laurence e Patrick Seguin”.

Nell’anno del gemellaggio Italia – Francia, – già celebrato, con alcune perplessità da parte dei torinesi, la notte di Capodanno- la Pinacoteca, su base privata, più famosa della città ha inaugurato una mostra di mobili del famoso designer di mobili Prouvè della collezione dei due galleristi francesi.

La galleria dei Seguin da quando ha aperto i battenti a Parigi, nel 1989, ha lavorato sul patrimonio del designer di Nancy, esponendole nella loro galleria e ora all’interno di moltissimi musei del mondo.

Una collezione importante, elementi di arredo che sono considerate opere d’arte per il connubio tra linee essenziali e maestrìa tecnica attraverso l’uso di materiali resistenti.

Prouvè, architetto e designer, ha applicato le sue competenze nelle due discipline partendo dal principio che non esiste differenza tra “architettura” mobile ed immobile e da questa stupefacente idea i due galleristi francesi hanno iniziato la loro scoperta del designer.

Eccolo quindi approdare a Torino, città borderline rispetto alla Francia.

Odi et amo: cosi si può riassumere il nostro rapporto con i cugini d’oltralpe.

Location d’eccezione, per questo evento, lo scrigno di Renzo Piano con una piccola sorpresa.

Sulla pista del Lingotto è stata montata per la prima volta la Maison Metropole (8×12 metri), casa in alluminio vincitrice nel 1949 di un concorso del Ministero dell’Istruzione per la costruzione di una scuola rurale.

A dimostrazione del legame intrinseco del design e dell’architettura per Prouvè è stato montato questo capolavoro di architettura nomade, ideato sul principio degli edifici a portici brevettati da Prouvé nel 1939.

L’Ateliers Jean Prouvé ne realizzò due modelli, uno per Bouqueval vicino a Parigi e uno per Vantoux in Moselle, che sarà in mostra a Torino.

Tutto questo nella nostra città che sta diventando sempre più punto di riferimento l’arte contemporanea e per l’architettura e, soprattutto, del design – a dimostrazione di questo vi è la creazione di un distretto ad hoc in zona via Bologna.

Insomma, forse Torino in questi ultimi anni sta diventando un po’ borghese e meno sperimentale rispetto alla creatività di qualche anno fa: ci siamo un po’ adagiati del successo degli ultimi anni.

Ma se questo relax porta a mostre di questo livello o di altri eventi che sponsorizzano la città e possa portare a nuovi livelli di creatività, nessuno, credo, abbia voglia di girare la testa dall’altra parte.

 

Giusto?

 

di Giulia Copersito

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