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Il Piemonte sbarca a Vinitaly

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La regione del Vino sbarca nella capitale del Vino. Come ogni anno Verona diventa con Vinitaly per qualche giorno il centro dell’attenzione sia degli appassionati di enologia, che dei semplici degustatori, che di chi con le uve e le bottiglie ci vive, producendo o vendendo uno dei simboli dell’Italia.

E del Piemonte.

Che la nostra regione sia una di quelle che più di ogni altra regala grandi capolavori sulle tavole italiane è fuori di dubbio, e lo conferma il numero di espositori che da domenica scorsa a domani hanno affollato, e stanno affollando, i corridoi e gli stand della kermesse veronese.

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Seicento produttori, il 14% del totale degli espositori, sono piemontesi: l’obiettivo è continuare la crescita del mercato della nostra regione non solo in Italia, ma anche all’estero: i celebri rossi come il Barbera, il Barolo o il Barbaresco, oppure i bianchi di livello come Gavi e Arneis sono già da tempo ambiti dalle tavole internazionali, dall’Europa agli Stati Uniti, ma la quota di vendite straniere (extraeuropee in particolare) è ancora ferma al 30%.

L’obiettivo della presenza a Vinitaly quindi è consolidare il mercato italiano e fare crescere quello fuori dai nostri confini: un terzo delle seicento aziende piemontesi è presente sotto l’egida del coordinamento diretto di Regione, Unioncamere Piemonte e del consorzio Piemonte Land of perfection, occupando l’intero padiglione 9 del centro fieristico e questa pacifica invasione testimonia come forse sia proprio questa una delle misure anticrisi piemontesi, dal momento che quello vinicolo è uno dei pochi settori in crescita, che non perde occupazione e ha un valore dell’esportazione che sfiora il miliardo e mezzo di euro.

Non solo economia e mercato, ma spazio anche alla solidarietà, dalle parti del Piemonte in fiera a Verona: è stato presentato dalle Donne del vino del Piemonte un progetto benefico: parte del ricavato della vendita del libro “Una donna il vino un destino”, storia della prima sommelier d’Italia Laura Pesce, sarà utilizzato per comprare le scarpe ai bambini di Otonga, in Ecuador.

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Il libro è stato raccontato ieri al padiglione 9 , e conferma l’impegno di questa associazione, che da anni sostiene il Progetto Otonga e le attività di padre Onore, che è anche docente alla Pontificia Università Cattolica di Quito: “Per proteggere la foresta ha pensato di comprarla – ricorda Mariuccia Borio, vignaiola di Costigliole e storica delegata delle Donne del vino – si è cominciato con pochi metri di terra e oggi Otonga può contare su circa 2000 ettari protetti. A questa immensa impresa noi, Donne del Vino piemontesi, abbiamo un modesto ma significativo contributo: 50 ettari sono stati acquistati con operazioni nostre. Si tratta di una collina a cui abbiamo dato il nome di Oasi Piemonte”.

Vinitaly continua fino al 10 aprile. Informazioni: http://www.vinitaly.com/

 

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