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Pasqua: boom di visite alla reggia di Venaria

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Storia Reggia Venaria Torino Piemonte

Sarà pure vero che il flusso di turisti verso Torino, nel weekend pasquale appena terminato, è calato del 30% rispetto al 2012 ma c’è comunque un dato sorprendente che impone di guardare anche il bicchiere mezzo pieno e non indugiare in troppi lamenti.

È quello riguardante la Reggia di Venaria, mèta di interesse storico-culturale che non sembra temere le staffilate della crisi.

Nel ponte di Pasqua la Reggia ha fatto registrare 21.500 ingressi, 10mila soltanto nella giornata di Pasquetta; quasi 4.500 biglietti in più rispetto al 2012.

Una buona parte delle persone che hanno scelto di visitare la residenza storica proveniva da altre città e dall’estero; segno che Torino non è sparita del tutto dalle rotte turistiche europee ed italiane ma semplicemente si predilige magari una “vacanza” mordi e fuggi o addirittura una visita lampo in giornata al posto del weekend o del soggiorno lungo.

Particolarmente gettonate le tre mostre allestite in questo periodo alla Reggia; la mostra dedicata ai 50 abiti scultura di Roberto Capucci, l’esposizione dedicata a Lorenzo Lotto illustratore delle cartoline del re e l’esposizione della Barca Sublime dei Savoia, la “Peota” ristrutturata e recentemente trasportata alla Venaria.

Pasqua Reggia di Venaria boom di visite

Utile anche guardare al dato degli incassi.

Nel solo giorno di Pasqua il complesso della Venaria Reale ha incassato la considerevole cifra di 80mila euro (suddivisi tra ristorazione, ingressi, bookshop) e nel 2012 ha coperto il 55% del suo bilancio con incassi propri. Insomma, in buona parte la Reggia si autofinanzia e si regge in piedi da sola.

Ulteriore dimostrazione (ma ci servono ancora prove di questo?) che investire in cultura e sfruttare l’immenso patrimonio culturale, storico ed architettonico dell’Italia potrebbe essere la ricetta per rilanciare il Paese, creare posti di lavoro e positive ricadute economiche sui territori.

In questa direzione la Reggia di Venaria dovrebbe servire da modello per rilanciare altre méte turistiche torinesi e piemontesi che invece continuano a scontare la crisi, non sono sfruttate a dovere o non vengono adeguatamente valorizzate. Una sfida impossibile da vincere se quando c’è bisogno di tagliare la prima a farne le spese è proprio la cultura.

A.Porro

 

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