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La nuova era della giustizia, più computer per i tribunali

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nuovi computer tribunale Torino
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PCT, acronimo di Processo Civile Telematico, in poche parole, basta carta, largo ai computer.

Il tribunale civile di Torino inaugura l’avvento della giustizia 2.0 e l’abbandono delle dispendiose ed obsolete abitudini basate su pile chilometriche di fascicoli.

Da ora in poi tutto passerà da Consolle, il sistema che i tecnici hanno messo a punto per l’apparato giuridico italiano e che Torino spera di far proprio in fretta per mantenere le buone statistiche a livello di qualità e celerità del servizio ai cittadini.

Gli avvocati depositeranno gli atti in rete, così come gli stessi giudici che, oltretutto, avranno il vantaggio di avere tutto il materiale a disposizione in tempo reale. Certo, le difficoltà iniziali nel concepire il nuovo strumento non saranno poche, anche considerando un certo tradizionalismo insito nell’ambiente forense e nei suoi membri.. Ma i risparmi in termini di carta stampata, tempo per la ricerca e archiviazione dei casi è innegabile. Il sistema dovrà essere testato per evitare crash, rallentamenti e possibili infiltrazioni esterne, ma ne guadagnerà di certo la visibilità da scrivania a scrivania e la salute della schiena dei magistrati, costretti fino ad ora, a portarsi dietro trolley zeppi di incartamenti.
Al tribunale del capoluogo è stato affidato il compito di inserire le anagrafiche di tutti i legali del Piemonte, incombenza particolarmente dedicata per il rischio di commettere errori ortografici che manderebbero in tilt il sistema, ancora in versione beta e perciò migliorabile.

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È proprio il caso di dirlo, ai giudici l’ardua sentenza!
Marco Parella



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