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La Biblioteca Reale di Torino, storia di un capolavoro cittadino

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biblioteca Reale Torino
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La Biblioteca Reale di Torino, storia di un capolavoro cittadino

La Biblioteca Reale di Torino viene fondata nel 1839 da Carlo Alberto di Savoia. L’intento era quello di raccogliere in un’unica sede quanto rimasto del patrimonio artistico libraio contenuto nel Palazzo Reale. Doveva trovarvi posto anche tutto ciò che era stato salvato dai saccheggi durante l’età napoleonica.

Dopo un anno dalla sua nascita la biblioteca Reale, che conta già 30.000 volumi, tra cui una raccolta specializzata nella storia degli antichi stati sardi e su argomenti di natura militare, di araldica e di numistica portata avanti dal bibliotecario Domenico Promis, viene trasferita nell’ala sottostante alla Galleria del Beumont, allestita dall’architetto Pelagio Palagi.

La crescita della raccolta subisce però in seguito un rallentamento dovuto all’avvento al trono di Vittorio Emanuele II. Il Re, poco sensibile alla cura della collezione dei libri, ed allo spostamento della capitale prima a Firenze e poi a Roma. Nonostante ciò rimane tra i sovrani l’usanza di inviare a Torino i libri che ricevevano in omaggio. 

Il patrimonio della Biblioteca Reale di Torino

La più importante acquisizione ottenuta dalla biblioteca può essere considerato il codice di da Vinci sul volo degli uccelli. Un dono del conte Tedesco Sabachnikoff, in cui troviamo un metodico tentativo da parte di Leonardo di analizzare e proporre nuove idee sull’argomento del volo. Una tematica a lui tanta cara, fra le quali troviamo il progetto del Grande Nibbio del 1505, lo studio sul volto della Vergine delle Rocce e il celebre autoritratto. Quest’ultimo è apprezzabile in tutta la sua bellezza in determinati momenti e in occasione di importanti manifestazioni. 

La biblioteca, passata in seguito allo stato italiano, vanta una vasta gamma di possedimenti. Oggi può contare una collezione di circa 200.000 volumi a stampa, 4.500 manoscritti, 3.055 disegni, 187 incunaboli, 5.019 cinquecentine, 20.987 opuscoli, 1.500 pergamene, 1.112 periodici, 400 album fotografici e numerose incisioni e carte geografiche. Un grande pozzo di sapere che, è motivo di grande orgoglio per la città e per la storia del nostro Paese.

 

Umberta Pansoya

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