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Museo dell’Automobile, c’era una volta la Gran Torino

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museo dell'automobile Torino
museo dell'automobile Torino

Dal 13 Marzo al 2 Giugno 2013, le auto dell’Avvocato riportano il MAUTO indietro nel tempo, quando ancora si chiamava, semplicemente, Museo dell’Automobile.

In questi giorni non è difficile scovare, in qualche angolino della città, l’Avvocato, in tutta la sua eleganza, a cavallo di una qualche meravigliosa automobile.

Torino è fascinosa come un’auto d’epoca.

Scatti di qualche tempo fa, in bianco e nero, riportano tanti e portano per la prima volta altri, in un’epoca che ha reso Torino grigia ma felice, orgogliosa della sua storia e del suo ruolo in questa Nazione che oggi, a volte, sembra averla dimenticata.

 

 Era il lontano 1932.

Museo dell'Automobile, c'era una volta la Gran Torino
Museo dell’Automobile, c’era una volta la Gran Torino

 

 

Torino era innovativa come una Ford Model A.

Cesare Goria Gatti e Roberto Biscaretti di Ruffia avanzarono una proposta particolare quasi quanto i loro nomi di battesimo.

Con l’idea di festeggiare chi da almeno 25 anni era in possesso della patente di guida, i due, già fondatori dell’Automobile Club di Torino e della FIAT che di presentazioni bisogno non ne ha, la videro realizzata un anno dopo, nel 1933.

Il nome fu scelto (anzi, imposto) da niente popò di meno che Benito Mussolini. “Museo Nazionale dell’Automobile” e nulla più.

Torino è rigorosa come una Balilla super accessoriata del 1932.

Chiaro come il sole: museo, nazionale, automobile. Erano queste le parole chiave. Pochi fronzoli e tanta sostanza.

Problema di difficile risoluzione fu il trovare la giusta collocazione. Quattro cambi di locations dopo, il primo mini-nucleo del Museo approdò in quel dello stadio comunale.

Sopravvissuto ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, nel periodo post-bellico vede tutti attivi nella ricerca di una nuova e più consona sistemazione.

Corso Unità d’Italia offrì il terreno; la FIAT e la famiglia Agnelli i primi finanziamenti; case produttrici di pneumatici ed industriali in cerca di pubblicità i successivi aiuti economici.

Torino è popolare come una Topolino rosso fiammante.

 

Museo dell'Automobile, c'era una volta la Gran Torino
Museo dell’Automobile, c’era una volta la Gran Torino

 

Nel 1957 cambia il nome. Il Museo non è più Nazionale. E’ Museo ed è dell’Automobile. Ma alla nazione sembra non importare più. E Torino, in qualche modo, ricambia.

Due anni dopo, con la morte del buon Carlo Biscaretti di Ruffia, la struttura di Corso Unità cambia il nome ed è dedicata ad uno dei suoi ideatori.

Torino è campanilista come lo è la FIAT di quegli anni.

Con un’apertura in grande stile nel 1960, presto il luogo si rivelò inadeguato. Una collezione di automobili è un pelo più ingombrante di quella di farfalle.

Ed ecco che nel 2003 il Comune di Torino approva la ristrutturazione dell’edificio.

Torino è di design come la prima 500.

Chiuso dal 2007 al 2011, il make-up ha dato i suoi frutti. Con 40 mila visitatori nel solo primo mese, il MAUTO, questo il nuovo nome, vuole riportare Torino agli splendori di un tempo, quando l’industria era il nostro fiore all’occhiello.

30 sale per un totale di 160 vetture (anche se la collezione ne conta più di 200).

Al contrario di quello che molti pensano, il MAUTO non è, e non è mai stato, un museo-concessionario della FIAT e delle sue creazioni.

Sono più di 80 le case automobilistiche rappresentate, distribuite su tre piani e per tematiche.

Torino è internazionale come la nuova 500, ambiziosa come una Mini, spavalda come una FORD Mustang, aggressiva come una Hammer, desiderata come una limousine fuxia il Sabato sera.

Torino è di nuovo nazionale ed è di nuovo automobile, come un tempo.

E’ Gran Torino insomma.

Un gioiellino.

 Irene Perino

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