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Giovani torinesi, sportivi ma in sovrappeso

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Sono giovani, praticano sport, ma mangiano troppo. Non sono ancora ragazzi, ma nemmeno più bambini. Sono gli undicenni di prima media, soggetti della ricerca svolta dall’Istituto di Medicina dello Sport di Torino.

Un’iniziativa che ogni cinque anni produce una serie di dati utili per scattare una vera e propria fotografia dello stato di salute dei giovani torinesi.

Il peso, l’altezza, la capacità respiratoria, la forza muscolare, l’incidenza delle fratture, le malattie infettive ed allergie, gli sport praticati e la capacità  motoria: tutto è analizzato nel dettaglio in questa ricercam unica in Europa e anche da record per i numeri (ben 6873 i soggetti visitati durante l’anno scolastico 2011-12.

svizzeri sempre piu obesi

I questionari sono stati elaborati dal Direttore della Ricerca Scientifica dell’Istituto, Gian Pasquale Ganzit, e evidenziano un incremento del numero dei ragazzi che praticano regolarmente sport (il 70% dei maschi di cui il 48,4% a livello agonistico e il 62% delle femmine di cui solo il 27,4 % a livello agonistico).

Le buone notizie però si fermano qui. Infatti quasi il 40 per cento di loro è in sovrappeso, e di questi un quarto è obeso. In altre parole lo sport non basta a compensare un apporto di calorie eccessivo, anche perchè, forse, sport a parte, lo stile di vita dei ragazzi è ancora troppo sedentario.

La soluzione?

Aumentare l’attività motoria, non necessariamente sempre finalizzata ad una pratica sportiva, ma anche nel tempo libero, ovvero sostituire giochi e passatempi sedentari con il movimento (i bambini dovrebbero svolgere almeno 90 minuti di attività motoria al giorno).

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Ma soprattutto la chiave è la corretta alimentazione: vanno limitati i cibi ad alto contenuto calorico. “Vogliamo fare il punto sulla situazione delle capacità funzionali dei bambini e delle loro abitudini di vita e mettere in rilievo l’importanza che l’attività fisica riveste nei bambini e negli adolescenti, nonché porre l’accento sulla presenza già a questa età della sindrome ipocinetica. Quest’ultima, abbinata ad abitudini alimentari scorrette, è la premessa per lo sviluppo di patologie cardio-circolatorie e metaboliche nell’età adulta”, sono le parole del Direttore dell’istituto di Medicina dello Sport di Torino, Carlo Gabriele Gribaudo.

Le regole auree sono quindi poche, e semplici: mangiare meno, mangiare meglio, muoversi di più.



M.G.

 

 



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