Home Cronaca di Torino “Cittadini si diventa”: al Circolo dei Lettori testimonianze e consigli d’Integrazione

“Cittadini si diventa”: al Circolo dei Lettori testimonianze e consigli d’Integrazione

2
SHARE
cosa succede in citta circolo dei Lettori Torino
cosa succede in citta circolo dei Lettori Torino
Tempo di lettura: 2 minuti

Integrazione.

Una di quelle tante parole di cui si fa sempre un gran palare,  che  puntualmente e ciclicamente viene  sventolata dai media per far presa sull’opinione pubblica,  e che fin troppo spesso viene  considerata un rimedio contro tutti i problemi.  Un termine  che in realtà  è facile da scrivere, ma che nasconde  un concetto difficile da apprendere e diffondere.

E’ questo quanto emerso, ieri sera, al termine dell’incontro,  promosso dall’avvocato e  membro dell’associazione Cento per Cento del Circolo dei Lettori,  Mario Rossi, “Cittadini si diventa” che ha analizzato il percorso di integrazione portato avanti in città, negli ultimi anni, dal Centro Interculturale .

Si sono alternati, così,  sul palco le testimonianze di giovani cittadini stranieri che dopo aver ultimato questo percorso sono riusciti a capire le  radici della nostra  nazione e quindi ad amarla e a sentirsi accettati.

Sì perchè spesso la mancata integrazione nella comunità da parte degli straniere dipende dalla netta differenza culturale  tra i popoli, difficili da spiegare a parole.

Un concetto condiviso anche da suor Paola Pignatelli , una delle colonne del Centro Interculturale che ogni giorno si mette alla prova a Porta Palazzo confrontandosi ed aiutando chi qui è straniero

<Ogni giorno ci confrontiamo con persone provenienti da tutto il mondo che hanno grossi problemi ad entrare nella nostra visione della società . L’unico modo per far sì che queste persone entrino a far parte della nostra comunità è avviare un percorso comune che passi anche attraverso l’uso di laboratori ed esperienze dirette>

Correlato:  BREAKING NEWS / Torino piange Gipo Farassino

 

Circolo dei lettori Torino

Significativi anche gli interventi dei relatori del corso promosso dal Centro Interculturale, che si sono soffermati sulla difficoltà, anche da parte loro,  di riuscire a capire chi si avessero  davanti e , quindi, come  riuscire a spiegare,  o meglio far condividere,  i principi e gli usi e costumi che per noi sono quasi innaturali e figli del nostro retaggio culturale

< E’ difficile trovare e spiegare i cardini della nostra società senza conoscere l’ humus degli interlocutori – spiega Lorenzo Trucco, presidente ASGI –  L’esperienze personali basilari vengono date per scontate nella nostra giurisprudenza rappresentando un limite all’integrazione.>

Dello stesso avviso è anche Roberta Aluffi, del dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino

< Il sistema normativo italiano , ma come quelli di tutti gli altri paesi del mondo, è frutto di una serie di eventi storici e culturali che hanno contraddistinto le varie nazioni, una sorta di codice etico insito nelle tradizioni e negli usi e costumi che sono difficili da spiegare a chi non vi è nato . Ma questi limiti non devono essere scuse per non credere in una possibile integrazione, fruttifera per la società civile>

Non solo: gli immigrati spesso hanno delle difficoltà a comprendere il retaggio culturale, in cui si inseriscono, ma anche la normativa italiana è spesso lacunosa e fuorviante nell’affrontare questo problema.

Secondo Lamine Sow, responsabile politiche immigrazione CGIL , infatti,  uno delle colpe dell’ordinamento giuridico del BelPaese è quello di considerare gli stranieri solo come forza lavoro e non cittadini:

Correlato:  Topi d'appartamento: in aumento i furti

< Un altro limite all’integrazione è che l’immigrato è annoverato secondo la normativa  solo come lavoratore e che, quindi,  la sua cittadinanza dipende in maniera esclusiva dall’avere un lavoro. Un concetto di lavoratore e non di uomo cittadino  che nella mente degli immigrati può far mancare la voglia di capire il nuovo mondo che li circonda>.

Insomma, il concetto condiviso è dimostrato ieri sera al Circolo dei Lettori è che  l’integrazione non è un risultato che si ottiene dall’oggi al domani, ma solo il frutto di un puntuale  percorso  di conoscenza.

M.G.

 

 

 

è anche Aliffa



Commenti

SHARE