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Juve e l’incubo Jupp Heynckes

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Jupp Heynckes juventus
Jupp Heynckes juventus

Corsi e ricorsi, a volte, ritornano anche nella piccola ma grande storia del calcio. A proposito di questi, a poco più di una settimana dalla prima sfida nei quarti di finale contro i temibili tedeschi del Bayern Monaco, da molti dati come favoriti, ai tifosi più attenti della Juve sarà venuto in mente il nome di Jupp Heynckes, tecnico dei bavaresi.

Fu proprio l’allenatore tedesco, oggi sessantottenne, a sedere in panchina il 20 maggio del 1998 all’Amsterdam Arena nella terza delle quattro finali di Champions League disputate dalla Juventus di Marcello Lippi.

Ricapitolando, la Juve, appena conquistato lo scudetto contro L’Inter, scese in campo con una formazione dai nomi altisonanti e con il pronostico dalla propria parte. Ecco l’undici bianconero, schierato in campo da Lippi con un 3-4-1-2. Peruzzi, Torricelli, Montero, Juliano; Di Livio, Deshamps, Davids, Pessotto; Zidane; Del Piero e Inzaghi. In panchina, tra i giocatori che entrarono in campo nella ripresa per cercare di ribaltare la partita, oltre a Tacchinardi e Fonseca c’era anche Antonio Conte, entrato in campo al ’78 al posto di Didier Deshamps.

Una sostituzione tra due futuri allenatori bianconeri. Dall’altra parte il Real Madrid, alla ricerca della settima Coppa dei Campioni attesa da troppi anni. Una squadra costruita l’anno precedente in panchina da Fabio Capello, con campioni del calibro di Roberto Carlos, Hierro, Panucci, Seedorf, Redondo, Raul, Mijatovic e Morientes. Si direbbe oggi una squadra formata da top player con in panchina quella vecchia volpe di Jupp Heynckes, all’ultima partita sulla panchina della Casa Blanca, che oggi guida il Bayern Monaco.

Tecnico esperto il tedesco, capace di disporre bene in campo i proprio giocatori, nonostante la nazionalità interprete di quella scuola olandese che fa della geometria applicata al calcio, e della spaziatura sul rettangolo verde, un punto di forza delle squadre da lui allenate. Non a caso il tedesco è stato scelto dai bavaresi per prendere il posto in panchina di Louis Van Gaal, l’allenatore che portò il Bayern ad un passo dal conquistare il “triplete”, sconfitto nella finale del Bernabeu solo dall’Inter di Mourinho.

Quella finale dell’Amsterdam Arena contro il Real Madrid rimane una delle serate europee da incubo della Juventus.

Jupp Heynckes Real madrid juventus

I bianconeri, forse scarichi per avere da poco festeggiato lo scudetto contro l’Inter, giocarono decisamente male, né Zidane né Del Piero riuscirono mai realmente ad entrare in gara. Nonostante tutto si trattò di una sfida equilibrata, decisa al ‘67 da un gol di Mijatovic, che ribadì in rete una respinta di Peruzzi su un tiro insidioso di Roberto Carlos. Un’azione, però, viziata clamorosamente una un netto fuorigioco di partenza di Mijatovic. Un episodio che costò carissimo a quell’edizione lippiana della Juve e che consenti ad Heynckes di alzare la coppa dalle grandi orecchie.

Da qui la nomea di allenatore maledetto per i bianconeri ed anche per Conte, che entrò vanamente in campo negli ultimi minuti per cercare di ribaltare una partita stregata. Un motivo in più per il tecnico bianconero per battere il Bayer Monaco e per rendere pari e patta la sfida personale nei confronti dell’allenatore tedesco che a fine stagione si ritirerà dal calcio per lasciare la panchina dei tedeschi nelle mani di Pep Guardiola.

Andrea Magri

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