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Paolo Giordano, in libreria con “il corpo umano”

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Paolo Giordano il corpo umano
Paolo Giordano il corpo umano

Nel romanzo precedente, Paolo Giordano ci racconta lo scorrere di due vite solitarie e problematiche radicate a Torino, in cui i loro destini si incrociano, si allontanano e poi inevitabilmente si ritrovano. In questo secondo libro, invece, non c’è città, non c’è casa, solo un limite oltre cui i personaggi della Fob Ice militare sanno di non essere più al sicuro. Sono uomini sradicati dal loro paese, per volontà o per dovere e lanciati in una terra di nessuno, in “un recinto di sabbia esposto alle avversità”.

Di loro non ho la più pallida idea. Forse non li ho mai neppure guardati in faccia. “Il corpo umano”. Inizialmente non è chiaro il significato di questo titolo, così ampio nel suo significato, così versatile nel suo uso. Se ne comprende la giusta sfumatura scoprendo i pensieri dei soldati del terzo plotone della Charlie, che si esprimono alternati in un groviglio di ricordi. Ciò che Paolo Giordano vuole rivendicare nel suo romanzo è l’umanità, in un contesto dove solitamente gli uomini non sono una qualità, ma piuttosto una quantità. Per le vittime, la guerra non è mai cambiata. Rimangono nomi, elenchi di nomi di cui perfino un colonnello fatica a riconoscerne l’identità, negando il ricordo dei loro volti. Per contrasto, è la personalità e l’esperienza viva di ognuno di questi soldati che parla attraverso le pagine, più che a noi, a loro stessi, in un’ambientazione che si spezza continuamente e si rigenera nel ricordo.

Il libro inizia in modo strategico, stuzzicando la curiosità attraverso l’incontro tra il dottor Egitto e il non più maresciallo Renè. I loro toni sono sospesi e tesi nel ricordo di una missione che li ha costretti insieme nel deserto e che li ha segnati per sempre. Purtroppo, l’interesse che ci lega a questo e ad altri ricordi viene un po’ deluso dagli esiti talvolta prevedibili di alcune vicende. L’unico attimo vivo di battaglia che il libro concede lascerà un segno incadescente su tutti i corpi umani incontrati, che da quel momento in poi non saranno più gli stessi. Tuttavia, il vero punto di forza della storia si rivela in un altro conflitto, che non è assolutamente quello dell’Afghanistan, ma piuttosto quello che i protagonisti combattono tutti i giorni contro il loro passato e il loro presente. Ciò che a noi davvero interessa non è la battaglia militare, ma solamente le parole dei soldati, che ci portano ad esplorare qualcosa di più profondo e, a suo modo, più drammatico.

Solitamente, in ogni storia si tende ad inquadrare un protagonista, mentre in questa non è così semplice e neanche così necessario. Il dottor Egitto, il maresciallo Renè, ma perché non i giovani del terzo plotone Ietri, Camporesi, Cederna, Mitrano, Di Salvo o Torsu? Persino le donne, se non proprio all’inferno, sensuali e presenti anche in guerra, come spie e soldatesse, e nei ricordi, come sorelle, mogli, madri, amiche o fidanzate.

Una volta finito, il libro ci lascia una sensazione di vuoto, di insicurezza, di precarietà. Questo succede tutte le volte in cui ci avviciniamo ad una realtà di cui siamo abituati a sentir parlare sempre da lontano e per metafore. Giordano scava le profondità di una realtà che si gioca tutta in superficie e fa pagare le conseguenze di questo dramma a corpi che involvono ed evolvono. La storia ci ha già insegnato la guerra e le sue conseguenze, ora Giordano ci spiega che un soldato non è un superuomo, ma un ragazzino con la voglia di trovare la sua prima ragazza, un dottore che combatte la sua battaglia familiare con degli antidepressivi o un uomo che fa i conti con la responsabilità di dare al mondo un bambino.

 

 

Titolo: Il corpo umano

Autore: Paolo Giordano

Editore: Mondadori

Numero di pagine: 309

Prezzo: 19 euro

 

Giulia Regis Masoero

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