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Sacri Monti, un patrimonio dell’Unesco dietro l’angolo

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i Monti Sacri del Piemonte patrimonio Unesco
i Monti Sacri del Piemonte patrimonio Unesco

 Il Piemonte, si sa, è terra di cultura, storia, arte e buon vino e, anche se spesso in passato i tour operator non inserivano le terre sabaude negli itinerari turistici, qualcuno si è accorto delle bellezze nostrane, come i Sacri Monti.

L’Unesco nel 2003 ha dichiarato i Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia Patrimonio dell’Umanità, inserendoli nella lista di beni protetti dall’organizzazione e facendo sì che la loro tutela diventasse responsabilità di tutti i membri della comunità internazionale.

I Sacri Monti sono in realtà nove differenti complessi di cappelle e altre costruzioni di stampo religioso distribuiti tra le montagne delle due regioni confinanti. Solo due si trovano in Lombardia, per cui concentreremo la nostra attenzione sui sette siti piemontesi. Ne potrete ammirare le bellezze architettoniche e paesaggistiche a Varallo Sesia (VC), a Crea, frazione di Ponzano Monferrato (AL), a Orta San Giulio (NO), a Ghiffa (VB), ad Oropa (BI), a Domodossola (VB) e a Castellamonte (TO).

Se vi state chiedendo cosa abbiano di particolare questi luoghi per destare tanta ammirazione da parte dell’Unesco, vi potremmo dire che sono stati costruiti tra il 1486 ed il 1712 oppure che il percorso devozionale che sta alla base del concetto di Sacro Monte si snoda su colline immerse nel verde e, spesso, con viste mozzafiato.

Sacri Monti, un patrimonio dell'Unesco dietro l'angolo
Sacri Monti, un patrimonio dell’Unesco dietro l’angolo

 

Oppure potremmo citarvi i parametri ufficiali con cui sono stati inseriti nella lista del Patrimonio mondiale:

– Criterio II: La realizzazione di un’opera di architettura e arte sacra in un paesaggio naturale, per scopi didattici e spirituali, ha raggiunto la sua più alta espressione nei Sacri Monti dell’Italia settentrionale e ha avuto una profonda influenza sui successivi sviluppi nel resto d’Europa;

– Criterio IV: I Sacri Monti dell’Italia settentrionale rappresentano la riuscita integrazione tra architettura e belle arti in un paesaggio di notevole bellezza. In un periodo critico della storia della Chiesa Cattolica testimoniavano un tentativo di recupero dei valori cristiani.

Potremmo raccontarvi sette storie diverse, sette storie uniche, potremmo parlarvi degli architetti che li progettarono, degli artisti che li rifinirono e di chi sborsò il denaro per concludere l’opera. Potremmo persino dirvi che si tratta di un fenomeno così importante storicamente che in tutta Europa si contano non meno di 1.800 complessi devozionali ispirati ai Sacri Monti.

Potremmo dirvi tante cose per farvi immaginare l’ombra degli alberi che vi rinfresca durante la salita, il profumo di legno e cera che impregna le minuscole absidi decorate a mano da scultori e falegnami, il senso di pace ed appagamento che si respira dopo aver percorso tutto il tragitto ed essere arrivati sulla sommità, vicino alle nuvole, vicino al cielo, vicino a voi stessi.

Potremmo…

Ma forse è meglio che lo scopriate da soli con una passeggiata di un’oretta in una calda domenica primaverile.

 

Marco Parella

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