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Con la neve il Toro torna a battere una grande

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Torino Lazio serie A 2013
Torino Lazio serie A 2013

Il Torino riassapora, finalmente, il gusto di battere una grande e fa un balzo avanti in classifica che gli consente di agganciare il gruppone delle squadre a 35, allungando a più di dieci il vantaggio sulla zona calda.

I tre punti arrivano, paradossalmente, al termine di un match in cui il pareggio sarebbe stato il risultato più fedele all’andamento della gara, ma dopo tre partite in cui si è raccolto un punto solo quando se ne meritavano, se non nove, almeno sette, va bene così.

 

 

Torino Lazio serie A 2013
Alessandro Gazzi

Sotto una fitta nevicata, e su un campo ai limiti della regolarità che condizionerà il gioco delle due squadre, il Toro sa che una Lazio con tanti assenti, e stanca per la Coppa, è un’occasione imperdibile per portare a casa uno scalpo illustre. Ventura lascia in panchina Masiello, Vives e Bianchi, oltre all’infortunato Ogbonna, ritrovando il 4-2-4 d’ordinanza e, in avvio, sembra che i suoi non sentano nemmeno la neve: infatti, i granata, provano a giocare come se fossero su un terreno “normale” rischiando dei disimpegni avventurosi che mettono a dura prova le coronarie di Maratona e dintorni.

La sveglia la da un clamoroso palo di Cana, di testa e da quel momento i granata iniziano a prendere campo. Paradossalmente, quello a più agio sul manto bianco sembra Barreto, che, quasi dimenticando le origini brasiliane, riesce a pattinare bene e, nonostante continui a litigare col tiro in porta, crea scompiglio, risultando decisivo a ridosso del ventesimo. Nel giro di pochi istanti, infatti, fa ammonire due volte Ciani con due rapide accelerazioni. Lazio in dieci a 70’ dalla fine: i più pessimisti iniziano a rievocare il “rosso” di Lodi a Catania e l’incapacità di approfittarne, i più ottimisti ricordano un Toro-Lazio del ’95, in cui Chamot venne espulso quasi subito e si vinse 2-0 con Pelè e un eurogol di Angloma.

Torino Lazio serie A 2013

 

 

Mentre ci si arrovella fra corsi e ricorsi, Pektovic non toglie nessuno, cambiando semplicemente assetto ai suoi, il Torino prova a imbastire gioco, ma con difficoltà: Santana crea più mugugni che pericoli, Cerci, fresco di convocazione in nazionale, non riparte come al solito, Meggiorini corre spesso a vuoto e così si arriva a riposo ancora a reti inviolate e senza aver fatto sporcare l’ex Marchetti.

Nel secondo tempo, però, Ventura si gioca bene le sue carte, innanzitutto invertendo D’Ambrosio e Darmian sulle fasce. Col capitano di giornata sulla corsia di Cerci, la catena di destra ricomincia a funzionare bene. I biancocelesti fanno muro e, allora, il tecnico genovese inserisce Bianchi per Meggiorini e, soprattutto, Birsa per Santana. Lo sloveno cambia decisamente passo alla fascia sinistra, badando al sodo senza perdersi in arzigogoli. La cosa migliore, però, è il centrocampo: Brighi disputa, forse, la miglior partita stagionale, con quantità e qualità, mentre Gazzi, un mezzo voto sotto il compagno, si fa sentire eccome.

Non potendo fare un gioco lineare su un simile terreno, e con un pallone sempre più pesante da portare avanti, il Toro riscopre gli attributi e, a poco a poco, con la Lazio sempre più stanca, guadagna metri, costringendola all’angolo. Marchetti inizia a perdere tempo in maniera irritante, cresce la pressione, ma la sensazione è che soltanto qualche palla ferma possa sbloccare il match.

 

Torino Lazio serie A 2013
Torino Lazio serie A 2013

A 8’ dalla fine capita proprio così: dopo l’interruzione voluta da Tagliavento per pulire le linee del campo, Jonathas rileva Barreto in tempo per diventare l’eroe della serata. D’Ambrosio ringhia su Onazi andandosi a conquistare un angolo che infiamma il pubblico, Cerci lo batte in maniera velenosa e il brasiliano ci mette la zampa per far esplodere il pubblico col suo primo gol in maglia granata. A questo punto, la partita diventa ancora più gladiatoria, con la Lazio che prova ad attaccare a testa bassa e il Toro che riparte di rimessa: palloni sbagliati, lanci lunghi, contrasti epici, pubblico caldo, sei minuti di recupero.

Bianchi avrebbe un’occasione enorme di rimessa, ma è poco lucido, o troppo egoista, per servire il meglio piazzato Cerci, ma poco male: i granata portano, comunque, a casa tre punti attesi e goduti, il giusto premio per i tifosi che hanno sfidato un tempo da lupi e passeranno la sosta in tranquillità, aspettando la visita del Napoli

Francesco Bugnone

 

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