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E’ tempo di Sushi!

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Dalla Cina al Giappone: Ci spostiamo questa settimana nell’isola del sushi, dove eleganza e tradizione si incontrano in un fingerfood fatto di riso e pesce crudo vestito di un kimono di alghe Nori.

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Filosofia orientale e cibo giapponese sono entrate nelle nostre abitudini serali, anche se di certo non si tratta di abitudini economiche! Magari il sushi è l’ideale per momenti speciali, come ricorrenze o festeggiamenti: e allora eccoci alle prese con tante piccole porzioni da intingere nella soya e nel wasabi: rainbow roll o il california o il mitico “cono” o ancora il semplice Nigiri. Rivestite il tutto di zenzero et voilà, l’umore della serata cambia!

Bene: è una responsabilità parlare dei migliori sushi della città, ma ci  azzardiamo. Primo in classifica? Indiscusso Wasabi di corso Ferrucci, un posto antico con il primo cuoco giapponese della città, dove ci si siede ancora sul tatami per degustare piatti tipici giapponesi e le signorine in kimono rendono l’atmosfera pacata, calma e piacevole. Il Sushi qui è classico senza strane
salse.

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Il secondo è Tobiko in Via Alfieri, in cui la classe abbonda e l’eleganza straborda dagli arredi e dalle canne di bambù e i separè di carta di riso. Il sushi qui è piccolissimo si scioglie in bocca, un’esperienza estetica e rituale, dalle ceramiche alla disposizione delle bacchette ai gesti lenti per assaporare la freschezza degli ingredienti. Qui potrete trovare anche un’ottima cucina giapponese e Koreana.

 

Poi si passa allo Shizen, alta qualità delle portate in collina, ma più elaborate anche con sperimentazioni culinarie dello chef. Non più gestito solo da giapponesi e Koreani ma i proprietari sono italiani. Locale moderno , raffinato, in una posizione strategica per passeggiate al chiar di luna, e deliziose portate che vi stupiranno.

Scendiamo di nuovo in città in un altro luogo romantico della città, Piazza IV Marzo, insegna fumettosa, locale accessibile, moderno, giovane, allegro, fantasioso: un sushi più alla portata di compagnie di amici. Siamo al Daichi dove il sushi è decisamente buono ma anche chi non ama i gusti tradizionali può trovare rivistitazioni con il philadelphia e la maionese. Qui si mangia anche
un’ottima cucina Tahilandese, difficile trovare così di alta qualità.

E poi mi preme segnalare anche locali per tutte le tasche: il Kombu di
Corso Dante e i loro cugini sparsi per la città, con un buon rapporto qualità prezzo, non proprio un ristorante ma una gastronomia per un pranzo o una cena veloce. Cuochi di antica tradizione Filippina dai nonni ai nipoti, che studiano sempre formule nuove, salse e dolci interessanti.

Poi c’è Japs, famoso per la sua tradizione d’asporto e il duo nigiri party, 60 pezzi in un grande vassoio da poter attingere nelle serate tra gli amici, anche a casa.
E infine All you can Eat a soli 22 euro lo trovi al Nishiki di Via Verdi, insegna semplice e poco accattivante. Ma il rapporto qualità prezzo è ottimo. Il sushi è decisamente abbondante, i ragazzi giovani che gestiscono il locale attraggono altrettanti giovani della vicina Università. E’ sempre pieno, ma troverete sempre un posto nippotorinese per voi.


Valeria Saracco

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