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Un servizio di tazze da 80.000 euro: compriamolo noi!

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cup for fun Torino
cup for fun Torino

Alzarsi tardi la mattina, stiracchiarsi tra le lenzuola e poi su, coraggio, andiamo a fare colazione con una bella tazza di caffè – atte.

No, non è la pubblicità del Mulino Bianco, ma uno spaccato di vita quotidiana che accomuna tutti, grandi e piccini, ricchi e poveri, nobili e plebei e che, da secoli, è rimasto praticamente immutato.

Pensate ora a quanto fastidio vi provoca rompere la vostra tazza preferita o quella vecchia zuccheriera che vi aveva regalato la nonna. Il servizio da caffè, quello buono, è un pezzo del vostro presente e un segno del vostro passato. Non vorreste mai che finisse a casa di qualcun altro, no?

Questo è, in parole estremamente povere, il pensiero dei curatori del museo di Palazzo Madama a Torino.

L’oggetto del contendere è, per l’appunto, un servizio da tè, da caffè e da cioccolata appartenuto alla famiglia Taparelli prima e alla stirpe dei D’Azeglio poi.

Massimo D’Azeglio inserì una di quelle tazzine persino in un suo dipinto del 1843, ma, ad un certo punto della storia, questo servizio composto da 43 pezzi venne messo sul mercato antiquario e sparì dalla circolazione.

È il 1903 e da allora non se ne sa più nulla.

Fino al 2010 quando Cristina Maritano, curatrice delle collezioni di Palazzo Madama, contatta Johanna Lessman, massima esperta di porcellane, e ritrova l’intero set.

Il proprietario l’ha però già promesso alla casa d’aste londinese Bohams che ha indetto un’asta per il 2 maggio 2013, ma egli accetta di venderlo direttamente al nostro museo. Ad una condizione: vuole 66mila sterline (l’equivalente di circa 80mila euro) entro il 31 marzo 2013.

In tempi di crisi nemmeno Palazzo Madama ha a disposizione una somma così ingente e decide allora di chiedere aiuto.

A chi? A noi.

 

Palazzo Madama Torino
Palazzo Madama Torino

Viene aperta una pagina sul sito del museo (http://www.palazzomadamatorino.it/crowdfunding/ ) in cui si chiede a tutti gli appassionati d’arte, ai cittadini e a tutti coloro che hanno a cuore il destino di quegli splendidi 43 pezzi di ceramica Meissen di fare una donazione.

Si chiama crowfunding e la usano ormai in tutto il mondo, dalla Biennale di Venezia al Louvre che, tra sponsor privati e semplici cittadini, ha raccolto qualcosa come 2,6 milioni di euro.

L’offerta è libera, ma per invogliare la gente sono state create delle ricompense a seconda di quanto si dona.

Con soli 2 euro il proprio nome comparirà sul sito ufficiale di Palazzo Madama con i ringraziamenti, con 15 euro si avranno in omaggio 2 biglietti per una visita gratuita e così via fino alla donazione superiore ai 100 euro, per la quale si riceveranno numerosi regali, tra cui un accredito annuale per il museo e mostre annesse.

Un servizio di tazze da 80.000 euro: compriamolo noi!
Un servizio di tazze da 80.000 euro: compriamolo noi!/D’Azeglio

E non è finita qui.

I curatori hanno chiesto una mano anche agli “Instagramers” torinesi e di tutta Italia. Utilizzando il tag #CupForFund ognuno di noi potrà postare sul noto social network una fotografia della propria tazza preferita, quella della pausa caffè, quella del tè pomeridiano o quella che usi per una bella cioccolata calda nei pomeriggi d’inverno.

Le migliori fotografie verranno raccolte nell’album presente sulla pagina http://followgram.me/palazzomadama e il 16 marzo sarà possibile per tutti entrare gratuitamente al museo e scattare una foto della propria tazza del cuore nelle sale del palazzo.

Il 31 marzo si avvicina, ma le donazioni procedono senza sosta e l’obiettivo è vicino. Fino ad oggi sono stati raccolti 68.602 euro degli 80.000 necessari. Rimangono ancora 20 giorni, non lasciamo che un pezzo di storia torinese venga perso ancora una volta.

 

Marco Parella

 

 

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