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La scuola Calvino non deve chiudere!

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Un’ intera scuola elementare, la Italo Calvino, rischia di scomparire. La scuola è una succursale del Circolo Didattico Duca d’Aosta e si trova in Via Zumaglia. Secondo i paini del Comune la struttura della scuola dovrebbe cambiare destinazione, diventando sede dei laboratori educativi di Iter, l’ente comunale per i servizi educativi. «Iter utilizza già alcuni degli spazi della scuola – spiega la dottoressa Serenella Cuiuli, dirigente del Circolo Didattico – l’ultimo piano e quello interrato. In due anni, però, la struttura dovrebbe passar direttamente a loro».

In pratica si tratterebbe di trasferire a settembre le classi quarte e quinte, e le due classi restanti l’anno successivo. «Perché il piano riesca dovremmo evitare di iscrivere bambini alle prime, ma per farlo dovremmo eliminare il codice meccanografico della succursale. Questo, però, può farlo solo il Ministero della Pubblica Istruzione in seguito a un piano di ridimensionamento, non certo noi o il Comune» commenta la dirigente. Secondo i dati in possesso dell’istituto, un altr’anno si formeranno tre nuove prime.

«La Calvino è una sede molto frequentata – racconta la dottoressa Cuiuli – e soprattutto da allievi stranieri. Per molte famiglie cambiare sede e dover spendere ad esempio i soldi per l’ autobus sarebbe una grossa difficoltà». Inoltre, per parlare di trasferimento bisognerebbe anche avere una sede alternativa. «Per ora non ci hanno proposto nessuna altra sede. Dovemmo spostare le classi nelle quattro aule libere della Duca d’Aosta, ma queste sono aule che servono a tutte le succursali in casi di emergenza». Per ora, nei riguardi della scuola c’è una determina, la delibera definitiva dovrebbe arrivare a luglio «In quel caso, sarà difficile ma dovremo convocare tutti i genitori e permettere eventualmente il trasferimento dei bambini.

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Siamo pronti ad accettare la decisione del Comune, ma dovrà essere una cosa graduale» dichiara la dirigente. La decisione del Comune, se diventerà definitiva, sarà paradossale: la scuola, infatti, è tra quelle scelte per diventare una Scuola Arcobaleno. Si tratta di strutture scolastiche che verranno restaurate con la creazione di una copertura colorata che trattiene il colore per risparmiare il riscaldamento. «Solo per la nostra scuola sono stati stanziati un milione e mezzo di euro, a cui si aggiungono i fondi che abbiamo appena raccolto» conclude la dottoressa Cuiuli . Non è certo la descrizione di una scuola che andrebbe chiusa, se mai ne esistessero.

Giulia Ongaro



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