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Torino e l’auto: una coppia ancora solida, dopo tanti anni

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“Se a Torino non ci fosse stata la Fiat, ora sarebbe una cittadina come Parma o Modena”.

Questo ritornello può suonare minaccioso o auspicabile, ma la realtà è che la nostra città si basa tutt’oggi sul settore dell’automotive, inglesismo abusato da politici e opinionisti per rappresentare tutte quelle attività che ruotano intorno all’automobile. Dalla progettazione allo sviluppo, dalla produzione al marketing fino alla vendita vera e propria, Torino racchiude nei suoi confini una filiera completa e competitiva che ne ha decretato il riconoscimento a livello mondiale come distretto dell’automotive a tutto tondo.

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Basta seguire un qualsiasi telegiornale per sapere che il mercato dell’auto non sta certamente attraversando un buon momento, complici la crisi dei consumi e l’aumento del prezzo del petrolio, ed anche la Fabbrica Italiana Automobili Torino è coinvolta in questa spirale discendente. Il colosso piemontese negli ultimi anni sta utilizzando i buoni risultati della statunitense General Motors (di cui detiene il controllo dal 2009) per compensare le perdite nella sua terra d’origine. Nel 2012 le vendite di Fiat sono crollate del 19,42% per un totale di “sole” 414.925 auto consegnate chiavi in mano.

Numeri da incubo per Marchionne&Co. che però riflettono un trend negativo generalizzato a tutto il settore; secondo il Ministero dei Trasporti, infatti, l’anno scorso le immatricolazioni sono diminuite di quasi il 20% rispetto al 2011.

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 Nonostante il periodo difficile, sotto la Mole fioriscono continuamente iniziative per il rilancio del comparto automobilistico. Una delle prime è stata la TNE, Torino Nuova Economia, una proposta di Fiat Group Automobiles appoggiata e finanziata da Regione, Provincia e Comune per valorizzare le aree di Mirafiori e far sì che vi resti un polo di attività produttive. A livello europeo è poi attivo il progetto PROSESC finalizzato ad incrementare la mobilità sostenibile tramite un network di conoscenze e professionalità dei diversi partner internazionali che vi hanno aderito, tra cui spiccano alcune università di Regno Unito, Slovenia, Spagna, Ungheria e Romania.

Tornando in Italia, nel 2013 prenderà il via la seconda edizione di Missione Mobilità, idea battezzata a Torino e concretizzatasi in un manifesto molto snello. Quattro punti fondanti che andranno sviluppati da una Task Force composta da industriali, accademici e giornalisti per trovare nuove soluzioni ai problemi di un mercato in crisi.

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In ultimo ci teniamo a segnalare From Concept to Car, un aiuto reale alle imprese per incrementare il business oltre confine attraverso l’aiuto di esperti, formatori e tecnici. Promosso dalla Camera di Commercio di Torino, mira ad accrescere il ruolo di eccellenza del territorio piemontese tramite incontri, convegni di approfondimento e tavoli di lavoro per lo sviluppo dei progetti più innovativi.

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Nonostante le difficoltà, in Piemonte si lavora per il futuro.

 

Marco Parella

 



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